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La storia del tiramisù e consigli per la preparazione

Storia del tiramisù

Qual è il dolce al cucchiaio italiano per eccellenza? Senz’altro il tiramisù.

Amato in tutto il mondo, e proposto in moltissime varianti, il tiramisù classico è una golosità intramontabile e senza tempo. In questo articolo scopriamo qualche curiosità sulla storia del tiramisù, e i consigli dello chef per prepararlo a regola d’arte.

Breve storia del tiramisù

La storia del tiramisù è oscura e misteriosa, e la paternità del dolce è contesa da più parti. Da queste parti crediamo alla storia dei friulani Norma e Beppino Del Fabbro, proprio per questo abbiamo deciso di inserire la ricetta tra i piatti tipici del Friuli.

Norma e Beppino Del Fabbro erano una coppia con una lunga tradizione gastronomica alle spalle. Nel dopoguerra gestivano il rinomato ristorante dell’Hotel Roma, situato a Tolmezzo, in provincia di Udine. Tra i dessert proposti dai Del Fabbro c’era inizialmente un dolce chiamato “trancio al mascarpone”, che era a sua volta una variante del dolce “Torino”.

Gli ingredienti di base del trancio al mascarpone erano:

  • Tuorli d’uovo
  • Zucchero
  • Burro
  • Latte
  • Cioccolato fondente
  • Savoiardi bagnati con Alchermes o Marsala

Nel 1952, la signora Norma decise di variare la ricetta, creando un dolce nuovo. La nuova ricetta prevedeva:

  • 4 uova intere e 3 albumi montati a neve
  • 300 grammi di zucchero
  • 500 grammi di mascarpone
  • Savoiardi
  • Caffè
  • Cacao amaro

Ti sembra di conoscerla, vero? Già, è proprio la ricetta del tiramisù che oggi tutti conosciamo e amiamo. I nome del dessert, tanto simpatico da parlare da solo, pare si debba invece a Beppino e ai suoi colleghi del ristorante. Dopo aver assaggiato il nuovo dolce per la prima volta, dissero in coro “questo dolce ti tira proprio su!”, creando inconsapevolmente un’icona della cucina italiana. Ora che abbiamo scoperto la storia del tiramisù, non ci resta che conoscere i segreti dello chef per servire un dolce da manuale.

Come preparare un tiramisù buono e sicuro

Tra le regole del nostro chef Ciro Cristian Panzella, per portare in tavola un tiramisù perfetto ce n’è una fondamentale: non utilizzare le uova crude! La pratica è dannosa per la salute e assolutamente da sconsigliare, perché il rischio di un’intossicazione alimentare è sempre dietro l’angolo. Il tiramisù si prepara quindi con la pate à bombe o con le uova pastorizzate. Certamente, in casa, ognuno agisce a suo rischio e pericolo, ma è importante ricordare che nella ristorazione il tiramisù con le uova crude è fuorilegge. Sul caffè, ognuno ha la propria preferenza personale, ma per lo chef  va zuccherato con moderazione.

Una cosa importante: non avere fretta. Lo sai, in cucina viene tutto meglio con una generosa dose di impegno, cura e amore.

Che cos’è la pate à bombe?

La pate à bombe è una preparazione pasticciera che consiste nel versare zucchero cotto a 121°C sui tuorli mentre vengono montati. È proprio il calore dello zucchero a dare una parvenza di “cottura”, pastorizzando le uova. Ci vuole poco tempo ed è senz’altro una sicurezza in più.

A questo composto si aggiungono poi gli albumi, montati con lo stesso processo dello zucchero cotto (meringa italiana), e il mascarpone. Il consiglio dello chef per evitare troppi processi di lavorazione e non avere troppi pensieri? Scegliere direttamente le uova pastorizzate.

Scopri la ricetta completa e stupisci i tuoi ospiti con un tiramisù irresistibile, sano e sicuro al 100%.

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La storia del tiramisù e consigli per la preparazione
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La storia del tisamisù, il dolce più famoso al mondo dalle origini alla ricetta tipica.
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