Tra i piatti poveri della tradizione emiliana c’è il Bel e Cot, conosciuto anche come Belecot. Una ricetta contadina semplice e genuina, che nasce nelle campagne di Parma e Piacenza come modo di valorizzare la carne di maiale in ogni sua parte. Oggi è riconosciuto come prodotto agroalimentare tradizionale della regione Emilia Romagna ed è simbolo di convivialità, da gustare caldo nei mesi invernali.
Origini e storia
Il Bel e Cot nasce dall’antica usanza di lessare lentamente i tagli meno nobili del maiale, in particolare cotenna, testa e musetto, insaporiti con verdure di stagione e aromi. Il nome stesso (“bello e cotto”) indica la lunga cottura che rendeva tenerissime carni altrimenti dure e difficili da consumare. Un piatto nato dall’ingegno contadino, perfetto per scaldare le fredde giornate d’inverno e non sprecare nulla dell’animale, secondo la logica del “maiale non si butta via niente”.
Zona di produzione e caratteristiche
Il Bel e Cot è diffuso soprattutto tra Parma, Piacenza e Reggio Emilia, con leggere varianti di ricetta.
La preparazione prevede una cottura lenta in acqua salata con cipolla, sedano, carota e spezie, fino a ottenere carni morbidissime e un brodo profumato. Tradizionalmente veniva servito bollente, accompagnato da purè di patate, verze stufate o pane casereccio.
Le caratteristiche principali:
- Carni di maiale (cotenna, testa, piedini, musetto).
- Cottura lunga e lenta (anche oltre 3 ore).
- Sapore intenso e consistenza morbida, arricchita dalle verdure.