Il Prosciutto aromatizzato del Montefeltro è una delle eccellenze della salumeria emiliano-romagnola, simbolo di un territorio che unisce tradizione agricola, saper fare artigianale e antiche tecniche di stagionatura. Questo prosciutto si distingue per il suo profumo inconfondibile, arricchito da aromi naturali che ne esaltano il gusto dolce e delicato, rendendolo unico rispetto ad altri salumi italiani.
In Romagna il prosciutto è da sempre un compagno inseparabile della piadina, tanto che un famoso detto dialettale recita: “pida e parsot, figa por tot” – ovvero piadina e prosciutto come simbolo di convivialità e piacere a tavola.
Origini e zona di produzione
Il prosciutto aromatizzato del Montefeltro nasce in un’area particolare, quella del Montefeltro, che abbraccia i confini tra Emilia-Romagna e Marche, ma trova nella Romagna la sua espressione più autentica. Qui, il clima appenninico caratterizzato da correnti fresche e ventilate crea le condizioni ideali per una stagionatura naturale lenta e regolare.
Le cosce di suino selezionate provengono esclusivamente da allevamenti locali, dove l’alimentazione degli animali segue regole precise e controllate. Il risultato è una carne compatta e saporita, pronta a trasformarsi in un prosciutto di qualità superiore.
Come si produce e stagionatura
Il segreto di questo prosciutto risiede nella lavorazione artigianale e nella concia aromatica. Le cosce vengono salate e massaggiate a mano, poi trattate con una miscela di aromi naturali che può comprendere aglio, pepe, rosmarino e altre erbe locali. Successivamente, il prosciutto viene lasciato stagionare in ambienti freschi e ventilati per un periodo che può superare i 16-18 mesi.
La lenta maturazione, unita all’aromatizzazione, dona al prosciutto un gusto dolce e fragrante, con una leggera nota speziata che lo distingue da altri salumi emiliani.
Fiere e curiosità
Il prosciutto aromatizzato del Montefeltro è spesso protagonista di fiere gastronomiche e sagre locali, come quelle dedicate ai salumi e alla piadina romagnola. Durante queste occasioni è possibile degustarlo in abbinamento ai vini tipici del territorio, come il Sangiovese di Romagna, oppure gustarlo nella sua forma più semplice: con un caldo pezzo di piadina appena cotta.
Un prodotto che racconta l’identità della Romagna e che ancora oggi è preparato secondo tradizione, rappresentando un vero e proprio patrimonio gastronomico.