Tra le nebbie della pianura e il profumo del Lambrusco, nasce uno dei salumi più autentici della tradizione contadina: la coppa di casa emiliana, chiamata anche coppa tradizionale o coppa fatta in casa.
Non è solo un prodotto gastronomico: è un racconto di famiglia, di cantine fresche e mani esperte che tramandano antichi gesti della norcineria regionale.
In ogni fetta si ritrovano il rispetto per il tempo, la pazienza delle stagionature lente e quell’equilibrio perfetto tra magro e grasso che ha reso celebre la cucina emiliana nel mondo.
Un salume rustico ma elegante, sincero come la terra da cui proviene: l’Emilia Romagna, patria dei prodotti tipici italiani e dei sapori che sanno di casa.
Il taglio e la lavorazione artigianale
La coppa tradizionale si ricava dal muscolo cervicale del suino, compreso tra la testa e la quarta costola. È un taglio ricco di venature, che alterna carne magra e grasso in perfetta armonia.
Una volta rifilata, viene salata a secco con sale marino, pepe nero, vino rosso e spezie — spesso con un tocco personale che cambia da famiglia a famiglia.
C’è chi aggiunge cannella o chiodi di garofano, chi usa aglio pestato e un bicchiere di Lambrusco: ogni casa aveva la sua “ricetta segreta”.
Dopo una settimana di riposo in salamoia naturale, la carne viene massaggiata, insaccata in budello naturale di suino e stretta con lo spago a mano, in modo che mantenga la forma cilindrica perfetta durante la stagionatura.
È qui che inizia la magia: per almeno 90 giorni la coppa riposa in cantina, dove umidità e temperatura costante favoriscono la lenta maturazione delle fibre e la nascita dei profumi che la rendono unica.
Profumo di vino e legno
Entrare in una cantina dove stagiona la coppa di casa è un’esperienza sensoriale: il profumo del vino usato nella marinatura si fonde con quello del legno, del pepe e dell’aria di collina.
La superficie esterna, una volta asciugata, assume il tipico colore bruno, talvolta ricoperto da una leggera muffa nobile — segno di stagionatura naturale.
Al taglio, la fetta si presenta morbida, lucida e profumata, con un’alternanza di rosa e bianco che racconta la perfetta fusione tra carne e grasso.
Il gusto?
Dolce, aromatico e rotondo, con note di vino rosso e pepe che restano a lungo sul palato.
La coppa di casa emiliana non è mai salata in eccesso: il segreto sta nella pazienza e nella costanza del microclima, che permette di ottenere un salume asciutto ma ancora succoso, ideale per antipasti o merende rustiche.
La differenza con la Coppa di Parma IGP
Molti confondono la coppa di casa con la Coppa di Parma IGP, ma sono due prodotti profondamente diversi.
La prima nasce nelle case, senza disciplinari, fatta con gesti tramandati e materie prime locali; la seconda segue un rigido protocollo di produzione e stagionatura certificata, che ne garantisce la qualità industriale.
Entrambe eccellenti, ma la coppa tradizionale ha un fascino autentico, “imperfetto” e artigianale, capace di emozionare già al primo taglio.

Dove trovarla
La coppa di casa non si trova nei supermercati: si incontra nelle piccole norcinerie di paese, nei mercati contadini e nelle sagre emiliane dedicate ai salumi tipici.
A San Secondo, Zibello, Busseto e in tante località della Bassa Parmense, ogni famiglia custodisce la propria ricetta.
Un’occasione unica per scoprire la vera anima della norcineria emiliana, accanto a prodotti celebri come il Culatello di Zibello DOP, lo Strolghino di Culatello o la Spalla cotta di San Secondo.
Un simbolo della cucina emiliana autentica
Oggi, in un mondo di produzioni standardizzate, la coppa di casa resta un atto d’amore per la tradizione.
Non ha etichette luccicanti, non si trova nei cataloghi di export, ma conserva quel sapore che riporta all’infanzia, alle cucine di campagna e alle tavolate della domenica.
Un prodotto che rappresenta perfettamente la cucina emiliana, fatta di equilibrio tra semplicità e gusto, dove il tempo e il territorio sono gli ingredienti segreti.