Mortadella Bologna IGP: storia, caratteristiche e usi in cucina

La Mortadella Bologna IGP è uno dei prodotti più iconici dell’Emilia-Romagna e un simbolo assoluto della sua tradizione gastronomica. Profumata, morbida, dal colore rosa brillante che la distingue in ogni tagliere, è una vera protagonista dei prodotti tipici emiliano romagnoli e uno dei salumi italiani più amati nel mondo.

La sua origine è profondamente legata alla storia di Bologna, alle sue botteghe norcine e alla sapienza tramandata per secoli. La Mortadella Bologna IGP non è un semplice salume: è identità, artigianalità, cultura e convivialità. Un prodotto popolare e allo stesso tempo di alta qualità, che rappresenta il cuore della tradizione culinaria regionale.

Origini e storia della Mortadella Bologna

Le sue radici affondano addirittura nell’età romana, quando nelle zone dell’Appennino bolognese si producevano impasti di carne aromatizzati con spezie e mirto. Le prime vere testimonianze scritte arrivano poi dal Medioevo, quando la produzione si concentrò sotto la supervisione delle antiche corporazioni dei “salaroli” e dei “lardaroli”.

Nei secoli la ricetta si è raffinata, ma l’essenza è rimasta intatta: un salume morbido, profumato e ricco, riconosciuto oggi come IGP – Indicazione Geografica Protetta, garanzia di qualità e fedeltà al metodo tradizionale.

Zona di produzione e disciplinare IGP

Il disciplinare IGP definisce in modo rigoroso modalità e aree produttive.
La Mortadella Bologna può essere prodotta in:

  • Emilia-Romagna
  • Piemonte
  • Lombardia
  • Veneto
  • Toscana
  • Provincia di Trento e Bolzano
  • Provincia di Ancona e Macerata
  • Lazio

Ma è Bologna a rappresentarne da sempre il centro nevralgico e culturale.

Il disciplinare garantisce:

  • utilizzo esclusivo di carni suine selezionate
  • presenza dei caratteristici lardelli di gola
  • impasto finissimo, morbido e profumato
  • cottura lenta a secco in stufa
  • assenza totale di farine e derivati del latte

Un insieme di regole che rende la Mortadella Bologna IGP unica e inimitabile.

Caratteristiche della Mortadella Bologna IGP

  • Colore: rosa delicato e uniforme
  • Lardelli: bianchi, compatti, regolari
  • Profumo: aromatico, dolce, speziato
  • Consistenza: morbida, elastica, setosa
  • Gusto: pieno, rotondo, mai salato

Una mortadella di qualità si riconosce a colpo d’occhio… e di naso.

Varietà: classica, con pistacchio e altre interpretazioni

La Mortadella Bologna IGP esiste in due versioni tradizionalmente riconosciute: classica e con pistacchio, entrambe prodotte secondo il disciplinare ufficiale.

Accanto a queste, molti salumifici propongono interpretazioni stagionali o edizioni speciali, sempre nel rispetto delle regole IGP. Tra le più comuni troviamo:

  • mortadella aromatizzata al tartufo
  • mortadella leggermente piccante con peperoncino
  • formati maxi o mini “da tagliere”, pensati per sagre e fiere o degustazioni e aperitivi
Mortadella Bologna IGP esposta al banco salumi
Mortadella Bologna IGP enorme in una classica lavorazione del banco salumeria per una sagra

Si tratta di variazioni controllate sugli aromi, che non modificano la natura del prodotto: la base rimane sempre la Mortadella Bologna IGP, con l’impasto e i metodi di produzione stabiliti dal disciplinare.

Come si produce

La lavorazione segue passaggi precisi:

  1. Selezione delle carni suine più pregiate
  2. Tritatura finissima dell’impasto
  3. Inserimento dei lardelli di gola, tagliati a cubetti
  4. Aggiunta della miscela di spezie
  5. Insacco in budelli naturali o artificiali
  6. Cottura lenta a secco in stufa, che può durare anche 26 ore
  7. Raffreddamento naturale

Il risultato è una mortadella morbida, profumata e incredibilmente elegante al palato.

Curiosità sulla mortadella

Per molti secoli la mortadella non è stata un salume “popolare” come lo è oggi. Fino al Settecento era considerata un prodotto di lusso, destinato solo alle tavole nobiliari o alle occasioni importanti: il costo era elevato perché la lavorazione richiedeva manodopera specializzata e una selezione rigidissima delle carni.

Un aspetto affascinante riguarda i lardelli, i piccoli cubetti bianchi che punteggiano l’impasto rosa. Per disciplinare, devono provenire esclusivamente dalla gola del maiale, la parte più pregiata e più resistente alla cottura: è l’unica in grado di mantenere consistenza e brillantezza senza sciogliersi, regalando alla mortadella morbidezza e profumo.

La tradizione bolognese vanta anche le famose pezzature giganti, prodotte ancora oggi in occasioni particolari. Possono superare i 200 chili, arrivando perfino a diametri superiori ai 40–50 cm: un vero esercizio di maestria per chi le produce, perché la cottura deve essere perfettamente uniforme anche al cuore.

Un’altra curiosità poco nota: già nel 1661 il cardinale Farnese promulgò un editto che tutelava la produzione della mortadella, stabilendo metodi e controlli rigorosi per garantire qualità e autenticità. È uno dei primi esempi di “disciplinare” gastronomico nella storia italiana.

Infine, la mortadella è uno dei pochi salumi italiani a essere totalmente cotto, un dettaglio che la rende più digeribile e più stabile rispetto a molte lavorazioni crude. La sua ricetta moderna è frutto di equilibrio tra scienza e tradizione: aromi naturali, cottura lenta in stufe a temperatura controllata e un impasto finissimo ottenuto con lame raffreddate per non stressare il prodotto.

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Info autore
Ciro Cristian Panzella
Sono Ciro Cristian Panzella, chef e autore di Ricette Gourmet. Da oltre trent’anni lavoro nella ristorazione tra cucine e progetti nati da zero. Su RicetteGourmet racconto l’Italia attraverso prodotti tipici, tradizione e creatività.