Prodotti tipici emiliani

Prodotti tipici emiliani: un viaggio tra sapori, mani e memoria

Ci sono territori che si raccontano da soli, e poi c’è l’Emilia, che parla attraverso i suoi prodotti. Ogni profumo, ogni taglio, ogni bicchiere è un pezzo di storia contadina, una pagina scritta con la farina, il vino e il tempo. Qui la tradizione non è solo nostalgia: è una forma d’arte che continua a vivere ogni giorno tra colline, nebbie, pianure e cucine.

Dalle valli del Po alle colline bolognesi, la regione ha costruito una mappa del gusto fatta di salumi leggendari, formaggi monumentali e vini conviviali. È l’Emilia delle mani callose e del sorriso sincero, dove ogni prodotto ha un nome, un dialetto e una stagione.

L’arte della norcineria: orgoglio emiliano

In Emilia il maiale non è un animale: è una religione. Dalle cantine di Zibello ai colli modenesi, ogni norcino tramanda un sapere antico fatto di sale, aria e pazienza. Il risultato? Salumi che sono poesie salate.

Il Culatello di Zibello DOP è il re assoluto: stagiona nelle nebbie della Bassa Parmense e profuma di cantine storiche. Accanto a lui, il Prosciutto di Parma DOP, dolce e vellutato, conquista con la sua naturale eleganza. Poi arriva il Salame Felino IGP, morbido, punteggiato di pepe e vino, e la Coppa Piacentina DOP, profumata e avvolgente.

Nelle tabelle che seguono troverai gli elenchi completi dai salumi ai vini, per offrirti una visione chiara, ordinata e completa delle eccellenze dell’Emilia.

Salumi, carni e frattaglie tipiche emiliane — Elenco informativo DOP / IGP / PAT
Nome del prodotto Categoria Riconoscimento
Bel e Cot (Belecot) Preparazione di carne suina cotta PAT
Bondiola di Ferrara Salume cotto PAT
Cappello del prete piacentino Preparazione di carne bovina PAT
Ciccioli o cicciolata, ciccioli sbricioloni Preparazione di carne suina PAT
Coppa arrosto piacentina Salume cotto PAT
Coppa di montagna della Val Nure Salume stagionato PAT
Coppa di Parma Salume stagionato IGP
Coppa Piacentina Salume stagionato DOP
Cotechino Modena Salume cotto IGP
Culatello di Zibello Salume stagionato DOP
Culatello piacentino Salume stagionato PAT
Fiocchetto di Parma Salume magro stagionato PAT
Fiocco di culatello Salume magro stagionato PAT
Lardo piacentino Salume stagionato PAT
Mariola parmense Salume stagionato (Presidio Slow Food) PAT
Miaccio / Migliaccio Piatto a base di sangue e farina di maiale PAT
Mortadella Bologna Salume cotto IGP
Pancetta canusina Salume stagionato PAT
Pancetta Piacentina Salume stagionato DOP
Pesto di cavallo (Caval Pist) Preparazione di carne equina macinata PAT
Piccola di cavallo (Picula ’d Caval) Stufato di carne equina PAT
Pollo di razza Fidentina Avicolo autoctono PAT
Porchetta emiliana Carne suina arrosto PAT
Prosciutto di Modena Prosciutto crudo DOP
Prosciutto di Parma Prosciutto crudo DOP
Salama da sugo Salume cotto speziato IGP
Salama da sugo di Madonna Boschi Variante tradizionale ferrarese PAT
Salame all’aglio (salam da l’ai) Salume stagionato PAT
Salame di Canossa o di Castelnuovo Monti Salume stagionato PAT
Salame Felino Salume stagionato IGP
Salame Fiorettino Salume stagionato PAT
Salame Piacentino Salume stagionato DOP
Salsiccia gialla fina Salume fresco aromatizzato PAT
Salsiccia matta (ciàvar / suzèzza mata) Salume rustico tradizionale PAT
Salsicciotto alla piacentina (salame da cuocere) Salume fresco PAT
Spalla cruda di Palasone Sissa Salume stagionato PAT
Spalla di San Secondo (cotta o cruda) Salume tipico parmense PAT
Stracotto alla piacentina (‘l stua) Piatto tradizionale PAT
Tasto piacentino Preparazione di carne cotta PAT
Tacchino bronzato rustico o nostrano Avicolo da cortile PAT
Zampone di Modena Salume cotto IGP
Zuccotto di Bismantova Preparazione di frattaglie e carne suina PAT

Se vuoi approfondire guarda anche l’elenco dei salumi emiliani con i nomi dialettali divisi per DOP, IGP e tradizionali.

Formaggi emiliani: i giganti del latte

Se i salumi sono il respiro dell’Emilia, i formaggi ne sono la voce.
Il parmigiano Reggiano DOP, chiamato non a caso “il re dei formaggi”, nasce da latte crudo, caglio e sale: solo tre ingredienti per un capolavoro che profuma di burro, fieno e cantina.
Ogni forma è un monumento che attraversa secoli di cultura contadina e conquista il mondo.

Accanto a lui, il grana Padano DOP condivide origini simili ma un’anima più dolce, mentre nelle valli appenniniche vivono specialità più intime: la Robiola di Castel San Giovanni, il Cascio pecorino lievito, (nelle aree di confine) e la Caciotta di montagna, che sa di legna e pascolo.

Formaggi tipici emiliani — Elenco informativo DOP / IGP / PAT
Nome del formaggio Provincia / Area Riconoscimento Note tipiche
Parmigiano Reggiano Parma, Reggio Emilia, Modena, Bologna (ovest) DOP Re dei grana; latte crudo, lunga stagionatura, cristalli di tirosina.
Grana Padano Piacenza, Ferrara (aree di pianura) DOP Grana storico della Pianura Padana; profilo più dolce e versatile.
Pecorino dell’Appennino reggiano Reggio Emilia (crinali appenninici) PAT Latte ovino locale; stagionature variabili, note erbacee di pascolo.
Pecorino del pastore Appennino emiliano (PR/RE/MO) PAT Produzioni contadine; pasta compatta, sapidità gentile.
Cascio pecorino “lievito” (latte crudo) Appennino emiliano PAT Coagulazioni tradizionali; profilo lattico-fragrante, fresco/semi.
Furmaìn (formaggetta fresca) Piacenza e colline PAT Fresco da tavola; latte vaccino, pasta tenera, gusto dolce.
Ribiola della Bettola Bettola (PC) PAT Robiola locale; breve maturazione, ideale con miele e noci.
Robiola dell’Emilia-Romagna (furmai nis) Piacenza e aree emiliane PAT Robiola fresca/morbida; acidulo delicato, ottima spalmabile.

Prodotti vegetali allo stato naturale o trasformati: la terra che nutre l’Emilia

Non c’è Emilia senza terra, e non c’è terra senza mani. Nei campi piacentini, nelle colline modenesi e nei declivi reggiani si coltivano da secoli i frutti che profumano la cucina di casa: aglio bianco piacentino, dolce e persistente; Aglio di Voghiera DOP, nobile e vellutato; Patata di Bologna DOP, regina della pianura, il raperonzolo, chiamato Raponzal, un’erba spontanea bianca e carnosa.
Tra i filari maturano le Amarene Brusche di Modena IGP, base di sciroppi e dolci da festa, e le Ciliegie di Vignola IGP, rosse come il tramonto d’estate.

Dai boschi arrivano le Castagne di Vezzolacca e le Castagne reggiane Masangaia, che diventano farina dolce o torte contadine, mentre dai prati umidi del Delta nasce il Riso del Po IGP, chicco d’acqua e di storia. E quando le uve si fanno mosto, la tradizione diventa poesia: la saba cuoce lentamente nei paioli di rame, riempiendo l’aria di profumo di caramello e legna.

Tra i tesori più preziosi, il Tartufo nero di Fragno PAT e il Tartufo bianco pregiato dell’Emilia-Romagna custodiscono l’aroma segreto dei boschi appenninici, celebrati in fiere autunnali dove la natura diventa festa.
Frutta, radici, cereali, erbe spontanee: ogni prodotto vegetale emiliano è una piccola dichiarazione d’amore alla terra — la stessa che, da secoli, nutre con sincerità una cucina che non ha bisogno di orpelli, ma solo di verità.

Prodotti vegetali allo stato naturale o trasformati — Emilia
Prodotto Riconoscimento
Aglio bianco piacentino PAT
Aglio di Voghiera DOP
Albicocca Val Santerno di Imola PAT
Amarene Brusche di Modena IGP
Asparago verde di Altedo IGP
Castagna fresca e secca di Granaglione PAT
Castagna reggiana (Masangaia) PAT
Castagne di Vezzolacca PAT
Castagne piacentine (domestica di Gusano) PAT
Ciliegia di Vignola IGP
Ciliegia piacentina (marasca di Villanova) PAT
Cocomero tipico di San Matteo Decima PAT
Cucciaroli (castagne secche) PAT
Farina dolce di castagne di Granaglione PAT
Fichi piacentini della goccia PAT
Fungo di Borgotaro IGP
Mandorla piacentina PAT
Marrone di Campora (Maron ed Campra) PAT
Marrone di Castel del Rio IGP
Mela campanina (Pòm campanein) PAT
Mela verdone piacentina (Pum salam) PAT
Melone tipico di San Matteo Decima PAT
Nocciola piacentina (tonda piacentina) PAT
Olivo piacentino PAT
Patata di Bologna DOP
Patata di Montese PAT
Patata piacentina (patata quantina) PAT
Pera dell’Emilia Romagna IGP
Pera Scipiona PAT
Raperonzolo (Raponzal) PAT
Riso del Delta del Po IGP
Saba dell’Emilia-Romagna PAT
Saporetto dell’Appennino reggiano (Savurett) PAT
Savour PAT
Sughi d’uva reggiani (Sugh) PAT
Susina di Vignola PAT
Susina Vaca Zebeo PAT
Tartufo bianco pregiato dell’Emilia-Romagna PAT
Tartufo nero di Fragno PAT
Tartufo nero estivo dell’Emilia-Romagna PAT
Tartufo nero pregiato dell’Emilia-Romagna PAT
Uva da tavola (Verdea, Besgano rosso, Bianchetta di Diolo) PAT

L’Emilia nel piatto: la cucina di casa

Tra un mattarello e una spianatoia, l’Emilia ha creato i piatti più amati d’Italia. Le sfogline bolognesi custodiscono un gesto antico: la pasta sottile come un velo che diventa tortellino, tagliatella, lasagna o cappelletto. Ogni ripieno è una storia: carne cotta lentamente, Parmigiano, noce moscata, e l’immancabile brodo di cappone la domenica.

Nelle campagne piacentine, invece, si arrotolano i pisarei e fasò, gnocchetti di pangrattato e fagioli che profumano di osteria. Nel reggiano, l’erbazzone (torta salata di bietole e Parmigiano) rappresenta l’anima povera e saporita del territorio, mentre il gnocco fritto — leggero, gonfio, da rompere con le mani — si sposa con salumi e risate.

Gastronomia tradizionale — Emilia
Preparazione Indicazione
Agnello alla piacentina (agnèl äla piasinteina) PAT
Arrosto di maiale alla reggiana PAT
Fegatelli di maiale (figadèt) PAT
Gnocc (gnocchi) – tradizione emiliana PAT
Lasche del Po in carpione (stricc’ in carpiòn) PAT
Lepre alla piacentina (levra ala piasinteina) PAT
Lumache alla bobbiese (lümaga al bubbiese) PAT
Maccheroni bobbiesi (maccheron bubbies) PAT
Marlüss in ümid PAT
Picaja (punta di petto di vitella ripiena) PAT
Polpettone di tacchino alla reggiana PAT
Ragù alla bolognese PAT
Risott cun i cuein ad gogn (risotto con codini di maiale) PAT
Tinche all’emiliana PAT
Torta di riso alla bobbiese PAT
Tortelli di farina di castagne (area appenninica emiliana) PAT
Trippa alla reggiana (busecca) PAT
Trippa di manzo alla piacentina PAT

Dolci e pani: la memoria fatta forno

Ogni città emiliana ha il suo dolce d’affezione, e ogni forno custodisce una ricetta di famiglia. A Modena, la Torta Barozzi è un peccato di cioccolato e caffè nato per nobili palati.

A Reggio Emilia la Torta di riso profuma di latte e limone, mentre nelle zone di pianura si impasta la Chisòla, la focaccia ai ciccioli, simbolo di festa e abbondanza. La tenerina ferrarese, dalla crosticina sottile e friabile ma con un cuore umido e morbidissimo.

Poi ci sono i dolci “di un tempo”: Bensone, Mistocchine, Ciambella reggiana, Spongata di Busseto e Corniglio, Zuccherino montanaro bolognese. Semplici, rustici, fatti di farina, miele, frutta secca e memoria. Sono le merende di chi non aveva molto ma sapeva trasformare tutto in gusto.

Paste fresche & prodotti da forno e di pasticceria — Emilia
Prodotto Indicazione
Africanetti di San Giovanni in Persiceto (biscotti Margherita, africanèt) PAT
Amaretto di Spilamberto PAT
Anolini (Parma/Piacenza) PAT
Basotti / bassotti (tagliolini al forno) PAT
Bensone (balsone) PAT
Biscione reggiano PAT
Bizulà PAT
Bodino di uva termarina PAT
Bomba allo zabaglione (di Canossa) PAT
Bomba di polenta PAT
Bomba di riso PAT
Bomba di tagliatelle PAT
Borlengo (Modena) PAT
Bortellina (Piacenza) PAT
Bracciatello PAT
Buslanein PAT
Caffè in forchetta PAT
Canestrelli (tradizione emiliana) PAT
Caplìtt (Cappelletti emiliani) PAT
Cappellacci di zucca ferraresi IGP
Cappelletto reggiano PAT
Carsent (Crescenta/piacentino) PAT
Castagnaccio (Pattona, area appenninica emiliana) PAT
Cherseinta sotto le braci (crescentina appenninica) PAT
Chizze reggiane PAT
Ciabatta di S. Antonio (Persiceto) PAT
Ciambella ferrarese (brazadèla) PAT
Ciambella reggiana (bresadèla / busilan) PAT
Coppo all’emiliana PAT
Crescenta fritta (antenata del “gnocco fritto”) PAT
Dolce di San Michele PAT
Erbazzone reggiano PAT
Focaccia emiliana con ciccioli (chisòla) PAT
Frittelle emiliane di farina di castagne PAT
Frittelle di riso PAT
Frittelle di tagliatelle (pattone) PAT
Garganello (versione storica bolognese) PAT
Pisarei e fasò (gnocchetti con fagioli) PAT
Pisarei (gnocchetti di pangrattato) PAT
Gnocco al forno coi ciccioli PAT
Gnocchi di patate (tradizione emiliana) PAT
Gnocco fritto (Modena/Reggio/Bologna) PAT
Intrigoni (sfrappole reggiane) PAT
Latte brulè PAT
Latte in piedi PAT
Mistocchine (Modena) PAT
Pampapato di Ferrara (Pampepato) IGP
Savoiardi di Persiceto (Ciabattine di S. Antonio) PAT
Sfoglia dell’Emilia-Romagna (tradizione emiliana) PAT
Spongata di Busseto PAT
Spongata di Corniglio PAT
Spongata di Piacenza PAT
Spongata di Reggio Emilia PAT
Sulada PAT
Tagliatella bolognese PAT
Tigella modenese (crescentina modenese) PAT
Torta di riso reggiana PAT
Tortelli di ricotta alla piacentina (turtei cu la cua) PAT
Tortelli di zucca alla reggiana PAT
Tortelli verdi alla reggiana PAT
Tortellini di Bologna PAT
Turtei ad San Giusèpp PAT
Zuccherino montanaro bolognese PAT

Condimenti emiliani: l’essenza del gusto

In Emilia anche un filo d’aceto o un granello di sale raccontano un mondo. L’Aceto Balsamico di Modena – nelle sue versioni IGP e DOP – è un simbolo assoluto: denso, aromatico, frutto di mosti cotti e anni di attesa in botti di legno. Accanto a lui, i sali di Salsomaggiore e di Cervia ricordano la purezza della terra e del mare, completando ogni piatto con la stessa misura di sapienza e rispetto che da sempre guida la cucina emiliana.

Condimenti tipici emiliani — Elenco informativo
Prodotto Indicazione Area
Aceto Balsamico di Modena IGP Modena
Aceto Balsamico Tradizionale di Modena DOP Modena
Aceto Balsamico Tradizionale di Reggio Emilia DOP Reggio Emilia
Sale alimentare di Salsomaggiore PAT Parma (Salsomaggiore Terme)

Vini emiliani: l’anima frizzante della terra

Qui il vino non è solo bevanda: è convivialità. Quando un tappo di Lambrusco salta, si apre una storia. Il Lambrusco di Sorbara e il Grasparossa di Castelvetro sono i due simboli di Modena: frizzanti, rubini, allegri, perfetti con salumi e crescentine. Il Gutturnio  e l’Ortrugo  raccontano invece la Piacenza collinare, mentre il Colli di Scandiano e di Canossa regala bianchi vivaci e profumati.

Poi ci sono i più moderni: Pignoletto , elegante e minerale, e le versioni IGT come Emilia o Fortana del Taro, vini che nascono tra il fiume e la vigna.

Sono vini che non vogliono stupire: vogliono stare bene a tavola, come la gente da cui provengono.

Vini emiliani — DOCG
Denominazione Tipo
Colli Bolognesi Classico Pignoletto DOCG Bianco
Vini emiliani — DOC
Denominazione Zona
Bosco Eliceo DOC Ferrara
Colli Bolognesi DOC Bologna
Colli Bolognesi Sottozona Bologna DOC Bologna
Colli di Imola DOC Bologna
Colli di Parma DOC Parma
Colli di Scandiano e di Canossa DOC Reggio Emilia
Colli Piacentini DOC Piacenza
Gutturnio DOC Piacenza
Lambrusco di Sorbara DOC Modena
Lambrusco Grasparossa di Castelvetro DOC Modena
Lambrusco Salamino di Santa Croce DOC Modena
Modena (o Di Modena) DOC Modena
Ortrugo DOC Piacenza
Reggiano DOC Reggio Emilia
Reno DOC Bologna/Modena
Vini emiliani — IGT
Indicazione Note
Bianco di Castelfranco Emilia IGT Area Modena/Bologna
Emilia IGT Interprovinciale emiliano
Fortana del Taro IGT Parma/Piacenza
Lambrusco di Modena (o Provincia di Modena) IGT Modena
Malbo Gentile IGT Varie zone emiliane

Bevande, distillati e liquori emiliani

In Emilia anche i liquori hanno un’anima di casa. Dalle bottiglie di nocino e bargnolino preparate in famiglia, al profumo d’anice del Sassolino e dell’anisetta, ogni sorso racconta pazienza e tradizione. Sono aromi antichi, nati da frutta, erbe e vini locali: piccoli riti domestici che chiudono il pasto con dolcezza e fanno rivivere l’autenticità delle cucine emiliane.

Bevande analcoliche, distillati e liquori — Emilia
Prodotto Indicazione
Acqua d’orcio / d’orzo (l’acqua d’orzo d’orss) PAT
Anicione (andsòn) PAT
Anisetta (anisèta) PAT
Macerato di pere in grappa PAT
Liquore di prugnoli (bargnolino / bargnulein) PAT
Liquore zabaglione all’uovo PAT
Maraschino (maraschèin) PAT
Marenata PAT
Nocino (nòsen / nozèn) PAT
Sorbolo (liquore di sorbe / sorbolino) PAT
Sassolino PAT
Vin brûlé (vino brulè) PAT

L’anima dei prodotti: tempo, territorio e verità

Ciò che rende grandi i prodotti tipici emiliani non è la tecnica, ma la verità. È la verità del latte munto al mattino, del sale che asciuga piano, del vino che sazia ma non ubriaca. È la verità del contadino che non butta via niente, del norcino che sente la carne con le mani, della nonna che stende la pasta e dice: “questa è l’Emilia, assaggia”.

E se oggi questi sapori girano il mondo, è perché raccontano una storia di uomini e di dignità. Un mondo dove ogni gesto è rispetto — per la terra, per gli animali, per il tempo che serve a far nascere una cosa buona.

Emilia, da gustare lentamente

L’Emilia non si visita: si assaggia, si annusa, si ascolta. È nei prosciuttifici dove stagionano i culatelli, nei caselli del Parmigiano dove l’aria sa di latte caldo, nei forni che al mattino profumano di crescenta. È nei bar di paese, dove un bicchiere di Lambrusco è un saluto, e in ogni sagra dove la tradizione diventa festa.

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