La Saba PAT è un condimento antico e prezioso, un vero gioiello della tradizione contadina emiliana e romagnola. Si ottiene dalla lenta cottura del mosto d’uva fino a ridurlo in uno sciroppo denso, scuro e profumato. Un prodotto semplice nelle origini, ma straordinario nei sapori, tanto da essere stato riconosciuto come Prodotto Agroalimentare Tradizionale (PAT).
Origini e storia
La Saba era conosciuta già in epoca romana: veniva utilizzata come dolcificante naturale, quando lo zucchero non era ancora diffuso. Nelle campagne dell’Emilia Romagna rappresentava una riserva preziosa, capace di arricchire piatti poveri e di donare un tocco agrodolce alle preparazioni festive. Oggi, pur restando un prodotto di nicchia, è riscoperta da chef e appassionati di cucina per la sua versatilità.
Zona di produzione e caratteristiche
La Saba viene prodotta in tutta l’Emilia Romagna, in particolare nelle province di Modena, Reggio Emilia, Bologna e Ravenna. È caratterizzata da:
- colore bruno molto scuro e brillante, quasi impenetrabile;
- consistenza densa, simile a uno sciroppo;
- gusto dolce con retrogusto leggermente acidulo e note fruttate.
La sua produzione richiede pazienza: il mosto viene cotto per ore e ore a fuoco lento, senza aggiunta di zuccheri o additivi, fino a ridursi di oltre due terzi.
Abbinamenti in cucina
La Saba PAT è un condimento sorprendente:
- sulla polenta e sulle castagne lessate, come vuole la tradizione;
- abbinata ai formaggi stagionati (Parmigiano Reggiano, pecorini);
- per arricchire dolci casalinghi come ciambelle e biscotti;
- sul gelato alla crema o allo yogurt, per un contrasto raffinato;
- nelle marinature e nelle riduzioni per carni bianche e selvaggina.
Dove degustarla
La Saba si trova nelle botteghe tipiche dell’Emilia Romagna, nei mercati contadini e in molte acetaie che producono anche aceto balsamico. È spesso proposta durante fiere e sagre legate all’uva e alla vendemmia, come le feste d’autunno nei borghi emiliani.