Strauben, deliziose frittelline dolci dal Trentino

Gli strauben sono uno dei dolci simbolo della cucina del Trentino Alto Adige: spirali friabili e dorate, preparate con una pastella semplice e fritte al momento, proprio come nelle sagre di paese. Conosciuti anche come stràboli, stràuli o fortaie, sono riconosciuti tra i prodotti tradizionali del territorio e portano in casa l’atmosfera dei mercatini di montagna.
Se vuoi vedere il gesto e imparare il ritmo del colaggio, guarda il video in pagina: ti aiuta a capire consistenza e movimento della pastella prima di metterti ai fornelli. (Poi torna qui per la ricetta completa!)

Origine del nome e piccole dritte

Il nome strauben deriva dal tedesco “tortuoso”: richiama la loro forma “a chiocciola” creata colando la pastella a filo nell’olio caldo. La base è essenziale (farina, uova, latte, un tocco di grappa), ma il segreto sta nella fluidità giusta della pastella e nel filo continuo durante il colaggio: così ottieni la tipica trama a spirale, leggera e croccante ai bordi, soffice al morso.
Si servono caldi, con zucchero a velo e marmellata (meglio di frutti di bosco), ma stanno benissimo anche con cioccolato fuso, frutta fresca, gelato o perfino panna acida per un contrasto altoatesino autentico. Un dolce semplice che racconta la gastronomia del Trentino Alto Adige con pochi ingredienti e tanta manualità.

Ricetta strauben

Ingredienti

  • 130 g latte intero
  • 130 g farina
  • 2 uova intere
  • 30 g burro liquido
  • 10 g grappa secca
  • ½ cucchiaino di lievito in polvere
  • 30 g zucchero semolato
  • Un pizzico di sale fino
  • Olio di arachide per frittura
  • Per servire: zucchero a velo e marmellata di frutti di bosco (oppure gelato, frutta fresca o cioccolato fuso)

Procedimento

  1. Pastella. Sbatti uova, sale e zucchero. Unisci il latte a filo alternandolo con la farina setacciata con il lievito. Mescola fino a ottenere una pastella liscia; incorpora burro fuso e grappa. Copri e riposa 30 minuti in frigo: così stabilizzi glutine e bolle.
  2. Dosatore. Versa la pastella in un biberon/dosatore con beccuccio (o caraffa dal versaggio preciso). Deve scendere a filo continuo, non a gocce.
  3. Frittura. Scalda l’olio a 170–175°C in un padellino dai bordi alti. Cola la pastella disegnando una spirale e poi qualche “filo” a ragnatela per riempire i vuoti. 2 minuti per lato, finché dorati.
  4. Servizio. Scola su carta, spolvera zucchero a velo e completa con marmellata. In alternativa: cioccolato fuso o panna acida con frutti di bosco per un contrasto fresco.

Consigli per strauben perfetti

  • Fluido sì, liquido no: la pastella deve colare in filo continuo. Se è troppo densa, una goccia di latte; se è troppo fluida, un velo di farina.
  • Calore costante: friggi pochi pezzi per volta per non abbassare la temperatura.
  • Beccuccio sottile: aiuta la spirale pulita e croccante.
  • Servili subito: gli strauben danno il meglio appena fritti.

Varianti rapide

  • Alla mela: aggiungi piccolissimi dadini di mela nella pastella e profuma con cannella.
  • Al cacao: 1 cucchiaio raso di cacao nella farina e finitura con cioccolato fuso.
  • “Festa di montagna”: zucchero a velo, marmellata di mirtilli rossi e una cucchiaiata di panna acida.

Strauben e la tradizione dolciaria del Trentino Alto Adige

Gli strauben rappresentano uno dei dolci più iconici della cucina del Trentino, simbolo della semplicità montana e dell’arte di trasformare pochi ingredienti in pura golosità. Ogni spirale dorata racconta la convivialità delle feste popolari e il profumo delle malghe in festa, dove zucchero e burro si uniscono alla leggerezza della pastella per creare un dolce unico nel suo genere.

Servili caldi, con marmellata di frutti rossi o panna fresca, e lascia che raccontino la storia dolce e autentica di una delle regioni più affascinanti d’Italia.

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Info autore
Ciro Cristian Panzella
Sono Ciro Cristian Panzella, chef e autore di Ricette Gourmet. Da oltre trent’anni lavoro nella ristorazione tra cucine e progetti nati da zero. Su RicetteGourmet racconto l’Italia attraverso prodotti tipici, tradizione e creatività.