Tra i salumi più nobili e ricercati d’Italia c’è senza dubbio il Culatello di Zibello DOP, un prodotto regionale che incarna l’essenza della norcineria emiliana e la tradizione secolare della Bassa Parmense. È considerato il “re dei salumi”, servito sulle tavole più prestigiose e capace di conquistare chiunque con il suo profumo intenso e il sapore inconfondibile.
Un salume unico, che nasce solo in otto comuni della provincia di Parma, in una zona umida e nebbiosa lungo il fiume Po, dove il microclima è ideale per la sua lenta stagionatura.
Origini e caratteristiche
Il Culatello di Zibello DOP si ottiene dalla parte più pregiata della coscia del maiale, sgrassata e legata a mano secondo metodi artigianali. Ogni pezzo ha una forma a pera, un peso che varia tra i 3 e i 5 kg e una stagionatura che può superare i 18 mesi.
Il risultato è una carne compatta e vellutata, dal colore rosso vivo, con venature di grasso che regalano morbidezza e complessità al gusto. Al naso emergono note dolci e aromatiche, mentre al palato si percepiscono equilibrio, eleganza e una persistenza che invoglia a un’altra fetta.
Non a caso, il culatello viene citato nei documenti già dal XV secolo e ancora oggi è simbolo di lusso gastronomico, protagonista in ristoranti stellati e nelle grandi occasioni.
Presidio Slow Food
Oltre alla certificazione DOP, il Culatello di Zibello è anche Presidio Slow Food, a testimonianza della sua eccellenza e della volontà di preservare un metodo produttivo legato al territorio e alla manualità.
Il presidio tutela quei produttori che ancora oggi rispettano i tempi naturali di lavorazione, il legame con i maiali allevati localmente e la stagionatura naturale nelle cantine umide della Bassa. Una scelta etica e di qualità, che valorizza un prodotto raro e prezioso.
Abbinamenti gastronomici
Il culatello si gusta al meglio da solo, tagliato sottilissimo con il coltello, servito a temperatura ambiente su un piatto semplice. Ma per esaltarne la bontà si può accompagnare a:
- Pane casereccio o gnocco fritto.
- Parmigiano Reggiano DOP stagionato, per un’accoppiata tutta emiliana.
- Vini rossi leggeri come il Lambrusco di Sorbara o i Colli di Parma.