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Crauti alla tirolese – Sauerkraut – Crauti fermentati

Crauti alla tirolese

I Crauti alla tirolese, chiamati localmente sauerkraut, sono una preparazione gastronomica tipica del Tirolo e dei paesi germanici. A base di cavoli bianchi tagliati sottilmente fatti spurgare e posti a fermentare in vasi di vetro con sale e bacche di ginepro, per un periodo di tempo variabile da una settimana a qualche mese. Il sale permette alla verdura di rilasciare l’acqua, che dopo qualche ora incomincia a fermentare e “cuocere” macerando i crauti. Nella cucina trentina i crauti alla tirolese si servono come contorno a piatti a base di carni come stinchi al forno, spezzatini, arrosti, salsicce e wurstel, serviti sia al piatto che in panini imbottiti.

Ricetta crauti alla tirolese

  • 2 chilogrammi di cavolo cappuccio bianco;
  • 20 grammi di sale;
  • qualche bacca di ginepro;
  • qualche foglia di alloro.

Procedimento

Stacca le foglie grandi esterne del cavolo senza buttarle in quanto serviranno in seguito. Taglia il cavolo a metà, elimina la parte del torsolo centrale e taglia le foglie sottilmente. Versa i crauti crudi in una grande insalatiera, cospargi con sale, mescola, copri con un piatto piano ribaltato con sopra un peso. Lascia marinare così per un giorno in frigorifero.

Riprendi i crauti, scolali dall’acqua di spurgo e disponili in un vaso di vetro con chiusura a vite, senza riempirlo fino all’orlo ma per circa 2/3 del suo contenuto. Aggiungi una o due foglie di alloro, qualche bacca di ginepro e compatta bene con le mani. Ricopri con le foglie intere che avevi conservato, chiudi con tappo a vite e conserva in frigo per almeno 7 giorni.

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Crauti alla tirolese - Sauerkraut
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