Fregola, l’antica pasta di semola che racconta la Sardegna

La fregola, o come si dice in dialetto sa fregula, è una delle paste più antiche e rappresentative della cucina tradizionale della Sardegna. A prima vista ricorda il cous cous, ma la fregola ha una personalità tutta sarda: piccole sfere di semola di grano duro lavorate a mano, essiccate e poi tostate in forno, che racchiudono il profumo del grano e la semplicità delle campagne isolane.

Il termine fregula deriva dal latino fricare, cioè “sfregare, impastare”, e descrive perfettamente il gesto con cui veniva creata: le donne sarde muovevano la semola con la punta delle dita e un po’ d’acqua, formando piccole perle irregolari che asciugavano al sole. Un tempo, la ricchezza della fregola distingueva le classi sociali: quella “dei signori” era fatta con uova e zafferano, ingredienti preziosi, mentre quella del popolo era semplice, impastata solo con acqua e sale.

Oggi, la fregola è un prodotto agroalimentare tradizionale (PAT) e un simbolo di identità regionale, presente in ogni casa e nei migliori ristoranti di cucina sarda.

Origini e tradizione

Le origini della fregola risalgono a epoche remote, quando in Sardegna il grano era alla base dell’alimentazione quotidiana. Questa pasta secca veniva prodotta nelle cucine domestiche, stesa al sole e conservata per tutto l’anno: un vero tesoro per affrontare le stagioni fredde.

La tostatura in forno, caratteristica che la differenzia dal cous cous, le conferisce quel colore dorato e un sapore leggermente nocciolato, perfetto per accompagnare sughi di pesce o carni in umido.
Ancora oggi, la fregola si prepara secondo i gesti antichi, spesso nelle feste di paese dedicate alla tradizione agricola e gastronomica.

Ricetta fregola fatta in casa

  • 300 g di farina di semola di grano duro
  • 1 bustina di zafferano sardo in polvere
  • Sale fino q.b.
  • Acqua tiepida o 2 uova intere sbattute

Preparazione passo passo

1️⃣ Prepara l’impasto

Mescola la semola con lo zafferano e un pizzico di sale.
Disponila in un piatto largo e basso (la tradizionale scivedda).
Aggiungi poca acqua alla volta e inizia a sfregare la semola tra le mani: l’impasto tenderà a formare piccoli grumi.
Aggiungi altra semola e continua a lavorare con le mani aperte, creando piccole sfere irregolari grandi come grani di pepe.

2️⃣ Asciuga e setaccia

Quando hai terminato la lavorazione, passa la fregola in uno scolapasta a maglia larga per eliminare i grani troppo grossi.
Stendila su un canovaccio pulito e lasciala asciugare all’aria per 12 ore, mescolandola di tanto in tanto.

3️⃣ Tosta in forno

Una volta asciutta, trasferisci la fregola su una teglia ampia e falla tostare in forno statico a 150 °C per 15 minuti, mescolando a metà cottura.
In alternativa, puoi essiccarla in forno ventilato a 80 °C per 2 ore, girandola ogni 15 minuti.
La tostatura è il segreto che regala alla fregola il suo colore ambrato e il tipico sapore rustico e intenso.

4️⃣ Conservazione

Una volta raffreddata, conserva la fregola in sacchetti alimentari in frigorifero per 3–4 giorni oppure congelala: sarà pronta all’uso per minestre, piatti di mare o versioni “incasada”.

Fregola: come si usa in cucina

La fregola è una pasta estremamente versatile, perfetta sia in piatti di mare che di terra.
Tra le versioni più amate della cucina regionale sarda troviamo:

  • Fregola con arselle – un classico della costa cagliaritana, con vongole, pomodorini e prezzemolo.
  • Fregola con capra di mare o aragosta – ricca e sontuosa, servita nei ristoranti di pesce della zona di Oristano.
  • Fregula incasada – versione casalinga e contadina, con pecorino sardo, zafferano e brodo caldo.
  • Pilau di Calasetta – una specialità del Sulcis, simile a una paella sarda, con gamberi, cozze e pomodoro.

La fregola, come il pane carasau o i malloreddus, è una delle paste che meglio rappresentano la manualità e l’identità gastronomica della Sardegna.

Fregola: patrimonio gastronomico dell’isola

Più che una semplice pasta, la fregola è un’eredità culturale.
Rappresenta la manualità delle donne sarde, la saggezza contadina e il valore del grano, alimento sacro dell’isola. Ogni chicco di fregola racchiude la storia di un territorio e la capacità di creare, con pochi ingredienti, piatti dal gusto straordinario.

Nell’enogastronomia sarda, la fregola è sinonimo di convivialità: viene servita nelle grandi tavolate, accompagnata da vini bianchi come il Vermentino di Gallura o rossi morbidi come il Cannonau.

Scopri altri sapori della cucina sarda

La fregola è solo uno dei tanti gioielli della gastronomia isolana. Se ami la cucina sarda, lasciati guidare in un viaggio tra piatti autentici, profumi di mare e sapori di campagna:

Info autore
Ciro Cristian Panzella
Sono Ciro Cristian Panzella, chef e autore di Ricette Gourmet. Da oltre trent’anni lavoro nella ristorazione tra cucine e progetti nati da zero. Su RicetteGourmet racconto l’Italia attraverso prodotti tipici, tradizione e creatività.