La cucina romagnola è un abbraccio tra terra e mare, una tavola che profuma di semplicità, sorrisi e condivisione. È la cucina della piadina cotta lentamente sul testo, del brodo che sobbolle la domenica e delle fritture di pesce che sanno di Riviera.
Qui, ogni piatto è un gesto d’amore: dalle cantarelle romagnole, nate come dolce povero e oggi simbolo di autenticità, ai passatelli in brodo e ai cappelletti, regina e re delle feste invernali.
Mangiare romagnolo significa ritrovare la convivialità: si impasta, si frigge e si brinda insieme, spesso con un calice di Sangiovese di Romagna DOC o Rebola di Rimini, vini schietti come chi li produce.
Dalla costa all’entroterra, la Romagna racconta due anime che convivono con naturalezza:
quella marinara, fatta di cozze gratinate alla romagnola, fritto misto di pesce con verdurine croccanti, risotti al nero di seppia e strozzapreti con le canocchie, piatti nati tra reti, barche e tramonti sull’Adriatico;
e quella contadina, fatta di ciambelle rustiche, cantarelle, cappelletti in brodo, passatelli, erbe di campo, olio di Brisighella DOP e salumi locali da gustare con la piadina romagnola IGP.
Ogni ingrediente racconta un territorio generoso, che non dimentica la sua anima agricola ma la rinnova ogni giorno nelle trattorie, agriturismi e sagre di paese.
La cucina romagnola è il perfetto equilibrio tra tradizione e accoglienza, dove ogni piatto è un invito a sedersi a tavola e condividere storie.Per gustare la vera cucina delle zdore visita anche: