Crocchè di patate napoletani: l’anima fritta dello street food partenopeo

I crocchè di patate napoletani, chiamati in dialetto “’e crocchè”, sono una delle delizie più irresistibili della gastronomia campana.
Dorati, fragranti e con un cuore filante, racchiudono tutta la poesia dello street food napoletano: quel profumo che esce dalle friggitorie, si mescola all’odore del mare e fa venire fame solo a sentirlo.

Sono crocchette più grandi e allungate delle classiche, con una consistenza morbida e un sapore deciso grazie al pepe nero e al formaggio grattugiato.
Si mangiano calde, appena fritte, spesso come antipasto prima della pizza o nel mitico “cuoppo napoletano”, il cono di carta pieno di fritture miste, simbolo autentico della cucina napoletana popolare.


Dalle friggitorie alla tavola: il crocchè che conquista tutti

Chi è stato almeno una volta a Napoli lo sa: non si può camminare lungo Spaccanapoli o via Toledo senza incontrare il profumo dei crocchè appena fritti.
Nei quartieri più popolari — come Forcella, Porta Nolana o il Mercato — le friggitorie li preparano fin dal mattino, servendoli fumanti nei cartocci insieme a palle di riso, arancini, frittatine e zeppoline.

Il crocchè di patate napoletano è uno di quei piatti che raccontano la città meglio di mille parole:
povero negli ingredienti, ma ricco nella sostanza.
Un perfetto esempio di enogastronomia campana, dove la semplicità si trasforma in arte e gusto.


Crocchè di patate napoletani: la ricetta tradizionale

La preparazione è semplice ma richiede precisione e cura, soprattutto nella cottura delle patate e nella gestione dell’umidità, per ottenere un impasto compatto ma morbido, ideale per racchiudere la mozzarella filante.

Ricetta crocchè di patate napoletani

Ingredienti per circa 6 persone

  • 1 kg di patate a pasta gialla

  • 3 uova medie per l’impasto + 3 per la panatura

  • 300 g di mozzarella o provola dolce (a pasta asciutta)

  • 150 g di formaggio grattugiato (parmigiano o pecorino)

  • Prezzemolo tritato (facoltativo)

  • Noce moscata q.b.

  • Pepe nero macinato q.b.

  • Sale q.b.

  • Farina e pangrattato per la panatura

  • Olio d’arachidi per la frittura

Il segreto dello chef: cuocere le patate “a secco”

Per un impasto perfetto, evita di lessare le patate: assorbirebbero acqua e renderebbero il composto molle.
Cuocile invece in forno con la buccia, bucherellate con una forchetta, a 190 °C per 35–40 minuti.
È un metodo che uso anche per preparare gnocchi di patate o il classico gattò napoletano, perché lascia le patate asciutte e saporite.

Una volta cotte, sbucciale e schiacciale ancora calde con lo schiacciapatate, poi lasciale intiepidire qualche minuto.

Procedimento passo passo

  1. Prepara l’impasto.
    In una ciotola unisci le patate schiacciate con le 3 uova, il formaggio grattugiato, il sale, il pepe, una grattugiata di noce moscata e, se vuoi, un po’ di prezzemolo.
    Amalgama bene fino a ottenere un impasto morbido ma compatto.

Patate cotte per i crocchè napoletani

Patate schiacciate per crocchè

Crocchè napoletani impasto

  • Aggiungi il cuore filante.
    Taglia la mozzarella o la provola a bastoncini e lasciala scolare in un colino per qualche ora, in modo che perda l’acqua in eccesso.
    Ungi le mani con un filo d’olio, prendi una cucchiaiata di impasto, schiacciala sul palmo e inserisci un bastoncino di formaggio al centro.
    Richiudi con cura formando un cilindro allungato, senza crepe.

  • Panatura perfetta.
    Passa ogni crocchè prima nella farina, poi nell’uovo sbattuto e infine nel pangrattato.
    Questa doppia protezione permetterà di ottenere una crosta dorata e croccante che racchiude il cuore morbido.

  • La frittura.
    Scalda l’olio d’arachidi a 175 °C e friggi pochi crocchè per volta.
    Bastano 2–3 minuti, finché diventano dorati e profumati.
    Lasciali scolare su carta assorbente e servili subito, caldissimi, quando la mozzarella fila al primo morso.

Crocchè napoletani: l’anima fritta dei piatti tipici campani

I crocchè di patate napoletani fanno parte della grande famiglia delle ricette napoletane di frittura, accanto alle pizzette fritte, arancini, zeppoline e panzarotti.
Rappresentano una delle espressioni più golose dei piatti tipici campani, e sono il simbolo perfetto dell’unione tra terra e mare: la patata vesuviana, l’olio buono e la mozzarella, tutti prodotti tipici della Campania.

Sono un cibo popolare, economico e universale, capace di mettere d’accordo tutti, grandi e piccini.
In casa, si preparano spesso come antipasto della domenica o per accompagnare una cena rustica.
Ma è per strada, nelle friggitorie storiche, che i crocchè napoletani esprimono il loro carattere autentico.


Dove gustarli a Napoli

Per chi visita la città, i crocchè napoletani sono un’esperienza imperdibile.
Li trovi nelle friggitorie di Via dei Tribunali, Spaccanapoli e Porta Nolana, nei locali che da decenni tramandano l’arte della frittura napoletana.
E non c’è modo migliore per conoscerli che gustarli nel loro habitat naturale: caldi nel “cuoppo”, passeggiando tra i vicoli e il profumo del mare.

Scoprili anche nella nostra guida dedicata a dove mangiare a Napoli, tra le migliori rosticcerie e locali dove assaggiare lo street food più verace.


Un classico da riscoprire

Che li serviate come antipasto, come street food o come contorno sfizioso, i crocchè di patate napoletani restano una delle ricette più amate della cucina campana.
Un piatto che unisce la tradizione contadina all’estro dei friggitori napoletani, simbolo perfetto di un territorio dove ogni ingrediente diventa poesia.


Contenuti aggiornati il 25 ottobre 2025 (immagini e piccoli miglioramenti).

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Info autore
Ciro Cristian Panzella
Sono Ciro Cristian Panzella, chef e autore di Ricette Gourmet. Da oltre trent’anni lavoro nella ristorazione tra cucine e progetti nati da zero. Su RicetteGourmet racconto l’Italia attraverso prodotti tipici, tradizione e creatività.