La pizza fritta napoletana è uno dei simboli più autentici della cucina partenopea, un piatto che nasce dall’arte di arrangiarsi e diventa leggenda.
Nata nel secondo dopoguerra, quando la povertà spingeva le famiglie napoletane a reinventarsi il pane quotidiano, la pizza fritta era considerata una versione “povera” della pizza cotta al forno: economica, veloce, ma capace di offrire la stessa soddisfazione e profumo di festa.
Come ogni piatto della cucina campana, anche la pizza fritta è un concentrato di tecnica, sapore e sentimento. L’impasto è lo stesso della pizza classica, ma pensato per resistere all’olio bollente, mentre il ripieno racchiude i prodotti tipici campani: ricotta, provola, cicoli e salame napoletano.
È street food allo stato puro, quello che si mangia in piedi, caldo e croccante, davanti alle friggitorie storiche del centro di Napoli. Un’esperienza che racchiude in sé tutta l’essenza delle ricette napoletane: semplicità, cuore e una tecnica che affonda le radici nella tradizione contadina e popolare.
Ricetta pizza fritta napoletana
La pizza fritta alla napoletana si prepara con un impasto a lunga lievitazione. Come per tutti gli impasti lievitati con farine proteiche, serve pazienza, precisione e attenzione alle temperature. Il risultato sarà una pasta elastica, leggera e asciutta, pronta ad accogliere il ripieno e a gonfiarsi perfettamente in frittura.
Per l’impasto:
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500 g di farina per pizza (W 350)
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300 g di acqua
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3 g di lievito fresco
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10 g di olio extravergine di oliva
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12 g di sale fino
Procedimento per l’impasto
La sera prima stempera il lievito nell’acqua e aggiungi a pioggia metà della farina (250 g). Lavora con le mani finché si forma una crema densa. Copri con pellicola e lascia riposare tutta la notte a temperatura ambiente.
Al mattino aggiungi la farina restante con il sale, e quando l’impasto comincia a prendere corpo incorpora l’olio a filo.
Lavora in planetaria con gancio a uncino fino a ottenere una pasta liscia ed elastica che si stacca dalle pareti della ciotola.

Metti l’impasto in un contenitore chiuso ermeticamente e lascia lievitare per 3 ore.
Poi forma una pagnotta e lasciala rilassare altri 30 minuti sotto pellicola.
Copri con pellicola in modo che non si formi la crosta e lascia lievitare altri 30 minuti.
Dividi in 8 palline da circa 100 g, chiudi bene e lascia maturare per altre 3 ore in frigorifero: questa seconda lievitazione è il segreto della leggerezza.

Dopo 3 ore, l’impasto è pronto per essere preparato.
Ingredienti per la farcitura
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Ricotta fresca
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Mozzarella fior di latte
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Ciccioli e salame Napoli tagliati a pezzetti
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Salsa di pomodoro
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Pepe e basilico fresco
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Olio per frittura
Come farcire e friggere
Per la pizza fritta napoletana classica, puoi scegliere due metodi:
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con due dischi sovrapposti, come un calzone chiuso,
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oppure ripiegando un solo disco in due.
Farcisci partendo dalla ricotta,
aggiungi la mozzarella,
poi i ciccioli e il salame Napoli,
un cucchiaio di salsa di pomodoro,
e un pizzico di pepe.
Stendi il secondo disco di pasta e copri il tutto.
Picchietta con in dorso della mano in modo da sigillare perfettamente le estremità del calzone. Una volta sigillato per bene, bisogna dare la forma della classica pizza fritta in questo modo: tira leggermente per le estremità il calzone, mi raccomando molto delicatamente in modo da allungarlo,
e adagia il calzone nell’olio bollente.
Cottura
Scalda l’olio a 170°C e immergi la pizza fritta.
Friggila per 30–40 secondi per lato, muovendola con la schiumarola e versando olio bollente sopra, così si gonfierà uniformemente.
Scola il calzone fritto qualche secondo
Scola su carta assorbente, servi subito.
Leggera, croccante e soffice dentro: la vera pizza fritta napoletana è un piccolo miracolo della cucina campana.
Origini popolari e curiosità
Nel dopoguerra la pizza fritta era il simbolo dell’ingegno napoletano: economica, nutriente e pronta in pochi minuti. Le donne che la preparavano in strada venivano chiamate “le pizzaiuole a ogge”, perché friggevano “oggi per mangiare domani”.
Era un modo per sopravvivere, ma anche per condividere, per sorridere nonostante tutto.
Oggi, la pizza fritta è tornata protagonista della enogastronomia campana, protagonista di festival e fiere, amata da chef e turisti di tutto il mondo.
È la dimostrazione che la cucina napoletana sa trasformare la necessità in eccellenza, proprio come avviene per altre ricette napoletane iconiche come la pasta e patate con la provola, la frittatina di maccheroni o la parmigiana di melanzane.
Pizza fritta e abbinamenti
La pizza fritta è perfetta da gustare in strada, appena scolata, o come piatto unico a casa.
Si accompagna bene con un bicchiere di birra artigianale campana o un vino bianco leggermente frizzante come l’Asprinio d’Aversa.
Puoi servirla con una piccola insalata di pomodori del Piennolo e basilico fresco per bilanciare la frittura — un abbinamento tipico della cucina campana tradizionale.
Dalla tradizione allo street food contemporaneo
Oggi la pizza fritta napoletana è diventata uno dei simboli dello street food campano, protagonista delle friggitorie storiche di Napoli e reinterpretata in chiave gourmet dagli chef contemporanei.
Il suo fascino resta invariato: un impasto perfetto, un ripieno generoso, un morso che sa di casa.
Chi ama l’autenticità non può non provarla nei luoghi dove tutto è cominciato: scopri i posti migliori nel nostro articolo “Dove mangiare a Napoli”, tra pizzerie storiche e nuove generazioni di pizzaioli che portano avanti la leggenda.
Post rivisto e aggiornato il 25 ottobre 2025 con nuove foto e contenuti ampliati.
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