Canederli in brodo, un simbolo della cucina del Trentino

Canederli in brodo, un simbolo della cucina del Trentino

Tra le valli del Trentino, quando la neve comincia a cadere e l’aria si fa tagliente, non c’è piatto più confortante di una scodella fumante di canederli in brodo.
È un piatto che profuma di casa, di stufe accese e di silenzi interrotti solo dal rumore del cucchiaio nel piatto.
I canederli, o knödel in dialetto tedesco, sono l’anima della cucina del Trentino Alto Adige, un ponte tra il mondo alpino e quello mitteleuropeo, dove la semplicità contadina incontra il gusto profondo delle montagne.

Morbidi gnocchi di pane raffermo, speck e uova, cotti nel brodo di carne e serviti caldi: così si presentano i canederli nella loro forma più autentica, quella “in brodo”. Ma in realtà ne esistono molte varianti — asciutti con burro fuso e spressa, conditi con ragù di selvaggina, o accompagnati al gulash — tutte con una caratteristica comune: il calore dell’accoglienza trentina.


Origini e storia dei canederli

La storia dei canederli si perde tra le cucine di montagna e le baite dei contadini.
Nati come piatto di recupero, venivano preparati con pane secco, latte, uova e qualche avanzo di salume o formaggio, per non sprecare nulla.
Si impastava tutto a mano, si formavano delle palline e si tuffavano nel brodo: un gesto semplice, ma capace di dare energia nelle giornate di lavoro nei campi o nei boschi.

Il primo documento che ne attesta l’esistenza risale al 1180 circa: un affresco nel castello di Hocheppan, vicino a Bolzano, raffigura una donna intenta a impastare palline di pane e carne — chiaro riferimento ai canederli.
Col tempo, questo piatto povero è diventato un simbolo gastronomico dell’arco alpino, tanto da essere riconosciuto oggi come prodotto agroalimentare tradizionale (PAT) del Trentino-Alto Adige.

I canederli incarnano la filosofia di vita delle genti di montagna: rispetto per la terra, capacità di trasformare il poco in molto, lentezza e condivisione.


Canederli in brodo o asciutti?

In Trentino e in Alto Adige convivono due scuole di pensiero: quella dei canederli in brodo, più delicata e raffinata, e quella dei canederli asciutti, serviti con burro fuso e formaggio di malga.
Nel primo caso, il brodo — di gallina o di manzo — diventa parte integrante del piatto, esaltando i profumi dello speck e dell’erba cipollina.
Nel secondo, l’aroma del burro caldo e del formaggio fuso crea una cremosità irresistibile, ideale dopo una giornata passata sulla neve.

A Bolzano e Merano li servono spesso come primo piatto, mentre nelle valli del Trentino li trovi anche come contorno ai grandi piatti di carne: gulash, stufati o lo storico tonco de pontesel, una ricetta contadina che si sposa alla perfezione con la consistenza dei canederli.


La ricetta originale dei canederli in brodo

Ingredienti per 4 persone

  • 300 g di pane raffermo tagliato a cubetti

  • 2 fette spesse di speck trentino IGP

  • 70 g di latte

  • 2 uova

  • 1 cucchiaio raso di farina o pangrattato

  • Erba cipollina fresca tritata

  • 1,5 litri di brodo di manzo o gallina

  • Sale, pepe e noce moscata

Ingredienti canederli
Ingredienti canederli

Preparazione

Prepara l’impasto.
In una terrina capiente sbatti le uova con il latte, un pizzico di sale, pepe e noce moscata. Versa il composto sul pane raffermo e lascia riposare per 15 minuti, mescolando ogni tanto.

Uova e latte per canederli

Miscela di latte e uova per canederli

Pane imbevuto con latte e uova

Aggiungi gli aromi.
Taglia lo speck a cubetti piccoli e unisci l’erba cipollina. Versa tutto nel composto di pane ammorbidito e aggiungi la farina (o pangrattato) finché l’impasto non risulta legato ma ancora morbido.

Speck per canederli

Forma i canederli.
Con le mani appena unte, crea 10-12 palline grandi quanto un’albicocca. Devono essere compatte ma non dure.

Canederli crudi

Cottura perfetta.
Porta a bollore una pentola con acqua leggermente salata e immergi i canederli per 5 minuti, in modo che si sigillino senza intorbidire il brodo. Poi trasferiscili nel brodo caldo di carne o gallina e lasciali sobbollire dolcemente per altri 5-6 minuti.

Servizio.
Servi da uno a tre canederli per persona a seconda della dimensione di ognuno, in una fondina con brodo caldo e un pizzico di erba cipollina.

Varianti e consigli dello chef

  • Vegetariana: sostituisci lo speck con spinaci o funghi trifolati e cuoci in brodo vegetale.

  • Di malga: usa burro fuso e spressa delle Giudicarie, un formaggio antico che dona aroma e cremosità.

  • Riciclo creativo: puoi aggiungere pezzetti di formaggio avanzato o cubetti di prosciutto.

Il segreto dei canederli perfetti è l’equilibrio: devono essere morbidi ma non sfatti, compatti ma non duri. Se affondando il cucchiaio si tagliano facilmente, allora hai fatto centro.


La poesia dei canederli

C’è qualcosa di poetico nei canederli: il loro profumo si diffonde piano, come un abbraccio.
Ricordano la cucina delle nonne trentine, che preparavano il brodo la mattina presto, mentre fuori la brina imbiancava i campi.
Ogni morso racchiude il sapore delle Dolomiti, dei pascoli e dei boschi.
È un piatto che non vuole stupire, ma riportarti a casa, ovunque tu sia.


I canederli e i sapori del Trentino

I canederli sono solo uno dei tanti piatti tipici che raccontano l’anima culinaria del Trentino-Alto Adige.
Accanto a loro ci sono gli spätzle, piccoli gnocchetti verdi con spinaci e panna, e gli strangolapreti, fatti di pane e spinaci e conditi con burro fuso e salvia.
Tra i secondi spiccano il tonco de pontesel, lo spezzatino simbolo della cucina trentina, e tra i dolci, l’immancabile strudel di mele, che profuma di cannella e boschi innevati.

Queste ricette condividono la stessa anima: pochi ingredienti, grande rispetto per la materia prima e un equilibrio perfetto tra sapore e semplicità.
Insieme ai canederli, rappresentano il cuore autentico della cucina povera alpina, oggi riscoperta in chiave gourmet da chef e ristoratori.


Scopri l’enogastronomia trentina

Il Trentino non è solo la patria dei canederli, ma anche di formaggi straordinari come la Spressa delle Giudicarie DOP, il Vezzena o il Puzzone di Moena, e di salumi d’eccellenza come lo speck trentino IGP.
Il tutto accompagnato dai grandi vini della regione: Teroldego Rotaliano, Marzemino e Gewürztraminer, ideali per accompagnare un piatto fumante di canederli in brodo.

Se vuoi assaporare questi sapori dal vivo, scopri l’enogastronomia del Trentino e dove mangiare tra masi, rifugi e ristoranti di montagna che portano avanti la tradizione con passione.

Post aggiornato a ottobre 2025 con nuove informazioni su ingredienti, tecniche e abbinamenti.

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Questa è solo una delle tante meraviglie della cucina del Trentino: lasciati ispirare dalle altre ricette regionali.

Info autore
Ciro Cristian Panzella
Sono Ciro Cristian Panzella, chef e autore di Ricette Gourmet. Da oltre trent’anni lavoro nella ristorazione tra cucine e progetti nati da zero. Su RicetteGourmet racconto l’Italia attraverso prodotti tipici, tradizione e creatività.