I tomini sono tra i formaggi più riconoscibili e diffusi della tradizione casearia regionale. Nati nelle province di Torino, Cuneo e Vercelli, rappresentano uno dei prodotti tipici piemontesi più apprezzati per semplicità, versatilità e autenticità.
Disponibili sia in versione fresca sia stagionata, i tomini vengono gustati come antipasto, alla griglia o accompagnati dalle celebri salse fredde della cucina locale.
Le zone storiche di produzione si concentrano nelle province di Torino, Cuneo e Vercelli, dove ogni valle ha sviluppato la propria variante. I tomini freschi vengono consumati come antipasto o conditi con salse tipiche piemontesi, mentre i tomini stagionati sono perfetti da cuocere alla griglia o in forno.
Morbidi, compatti e con un gusto che varia dal leggermente acidulo al più aromatico, i tomini sono un classico intramontabile della tradizione casearia piemontese. Rientrano a pieno titolo tra i formaggi italiani più accessibili e quotidiani: prodotti semplici, economici ma di grande qualità, da sempre presenti nelle cucine di montagna e nelle tavole familiari del Piemonte.
Caratteristiche dei tomini
Tomini freschi
- Forma cilindrica da 70 g circa
- Pasta bianca morbida, senza crosta
- Sapore delicato, leggermente acidulo
- Si consumano al naturale o con salse tipiche


Tomini stagionati
- Forma tonda da 100–200 g
- Crosticina bianca e vellutata (muffe edibili)
- Pasta più compatta, colore paglierino
- Ideali da grigliare, cuocere al forno o avvolgere nello speck

Varietà tradizionali di tomini piemontesi
La produzione regionale dei tomini è composta da ben 11 varietà, lavorate nelle varie province con latte di vacca, pecora e capra . Tutti le varianti sono riconosciute come prodotto agro alimentare tradizionale e inserite nell’elenco dei prodotti italiani a marchio PAT.
Tomini piemontesi con latte vaccino
- Tomino di Rivalta: è prodotto nell’omonimo comune in provincia di Torino con latte vaccino. Pesa circa 120 gr circa, è privo di crosta e ha un sapore dolce di latte molto intenso.
- Tomino canavesano fresco: a latte vaccino, si produce nel chivassese e nell’alto canavese. Privo di crosta e a pasta morbida bianchissima, ha un sapore leggermente acidulo e si consuma in purezza.
- Tomino canavesano asciutto: nasce nel chivassese e canavese da latte vaccino. Derivazione del tomino canavesano fresco, si lascia maturare qualche giorno in modo da ottenere una pasta più asciutta. Ottimo da accompagnare alle tipiche salse fredde piemontesi (verde e rossa).
- Tomino di Casalborgone: prodotto nell’omonimo comune in provincia di Torino con latte di vacca. Quando è fresco ha una pasta morbida e bianca. In quello stagionato, ideale per la cottura alla griglia, la pasta è color paglierino e la forma è appiattita.
- Tomino del Bot: lavorato nel cuneese con latte vaccino. Si consuma dopo una stagionatura di due giorni. Ha pasta morbida ma asciutta e farinosa, il peso è di 300 grammi circa.
- Tomino di Melle: si produce nei comuni di Melle Frassino e Valmala con latte di vacca e pesa di 200 grammi. Il tomino fresco è privo di crosta a pasta bianca, dopo qualche giorno di stagionatura presenta invece una crosta vellutata e la pasta diventa color paglierino.
- Tomino di Saronsella: nasce in provincia di Torino nel chivassese e basso canavese. Si stagiona per massimo 7 giorni. Le formelle hanno un peso di 100 grammi, pasta bianca color avorio, e la crosta presenta muffe edibili.
- Tomino di Sordevolo: prodotto nelle province del vercellese e consumato fresco. La pasta è morbida e bianchissima. Ha un sapore dolce intenso di latte con note acidule.
- Tomino delle Valli Saluzzesi: tipico del cuneese e delle valli di Saluzzo. Non ha crosta. La pasta è bianca e non compatta, tende quindi a sgretolarsi. All’assaggio presenta un persistente gusto di latte.
Tomini piemontesi con latte di vacca, pecora e capra
- Tomino di Talucco: si produce nel pinerolese, in provincia di Torino. Realizzato con latte di capra e vacca, si consuma fresco o previa stagionatura di massimo 7 giorni. Quando è fresco è di colore bianco, con pasta bianca e sapore dolce. Stagionato presenta invece una crosta con muffe bianche e pasta color avorio.
- Tomino di San Giacomo di Boves: lavorato nel cuneese con latte di capra, pecora e vacca. Pesa circa 100 grammi. La pasta è morbida e umida, dal sapore dolce leggermente acidulo. Ideale per essere condito.
Come usarli in cucina
Tomini freschi
Perfetti come antipasto tipico piemontese, con due varianti tradizionali:
-
Tomini al verde
conditi con salsa verde piemontese (aglio, prezzemolo, pane, tuorlo sodo, aceto). -
Tomini elettrici
con peperoncino secco e olio extravergine: piccanti, irresistibili.
Tomini stagionati
Ottimi:
- grigliati
- avvolti nello speck e dorati in forno
- serviti con miele di castagno
Sono uno dei formaggi da cuocere più sfiziosi, ottimi come antipasto con confetture di frutti acidi o come secondo piatto vegetariano.
Altri prodotti tipici piemontesi da provare
Se vuoi scoprire altre eccellenze della tradizione casearia piemontese, prova anche:
- Toma Piemontese DOP, formaggio storico delle Alpi
- Robiola di Roccaverano DOP, caprino iconico delle Langhe
- Formaggio bruss: il formaggio piemontese con i vermi
- Castelmagno DOP, delizia erborinata dal Piemonte
Sono prelibatezze che raccontano la ricchezza dei prodotti tipici piemontesi e completano un viaggio gastronomico autentico.
Per proseguire il viaggio nei sapori italiani
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