I secondi piatti vegani e vegetariani rappresentano oggi una delle frontiere più affascinanti della cucina moderna.
Non sono un’alternativa “povera” ai piatti di carne o pesce, ma un vero terreno creativo dove consistenze, profumi e colori diventano protagonisti assoluti.
Nella cucina gourmet il vegetale non è contorno, ma centro del piatto: materia prima viva, elegante, che si trasforma grazie alla tecnica.
In questa sezione di Ricette Gourmet trovi ricette d’autore vegetariane e vegane, ispirate ai piatti della tradizione italiana ma sviluppate con approccio contemporaneo — tra cotture dolci, emulsioni, CBT e piccoli tocchi di cucina molecolare.
Ogni piatto nasce con un principio semplice: esaltare la natura senza forzarla.
Un secondo piatto vegetariano perfetto non si misura in calorie, ma in emozione.
Un carciofo alla giudia con crema di pecorino e menta, ad esempio, è un piatto che racchiude la memoria romana e la tecnica moderna: croccante, profumato, sapido.
Oppure la melanzana affumicata CBT con spuma di pomodoro e perle di basilico, dove il fumo, la cremosità e la freschezza si incontrano in un’armonia di consistenze.
Nella mia cucina il vegetale è come un taglio pregiato di carne: si prepara con precisione, si rispetta la temperatura, si dosa l’olio come un profumo.
E quando la tecnica incontra la sensibilità, anche un piatto semplice — come un hummus, una crema di legumi o un tortino di patate — diventa alta cucina.
L’Italia è una terra di piatti “verdi” nati ben prima del concetto di vegetariano.
Dalle pallotte cacio e uova abruzzesi, morbide e profumate, alla fonduta valdostana, ricca e vellutata; dai carciofi alla romana alle verdure gratinate romagnole: la nostra tradizione contadina ha sempre saputo creare piatti completi, nutrienti e sorprendenti con pochi ingredienti.
Sono preparazioni che oggi ritornano in chiave gourmet: più leggere, curate nell’impiattamento, ma ancora legate ai sapori di casa.
È questo l’equilibrio che voglio trasmettere su Ricette Gourmet: memoria e modernità, mano e mente, orto e tecnica.
Le cotture a bassa temperatura (CBT) sono perfette per il mondo vegetale: esaltano il colore, concentrano il gusto e mantengono la texture naturale.
Una melanzana CBT affumicata o un finocchio cotto dolcemente sottovuoto raccontano quanto il calore controllato possa fare la differenza.
Accanto a questa tecnica c’è la cucina molecolare, che non snatura ma amplifica.
Penso alla crema di piselli con aria di basilico e croccante di quinoa, dove la leggerezza dell’aria si unisce alla dolcezza del legume e alla sapidità del seme tostato.
Oppure alle spume di verdure e fondute leggere che giocano sui contrasti caldo-freddo.
In ogni piatto la tecnica è un mezzo, non un fine.
Serve a rendere leggibile la purezza del prodotto, non a nasconderla.
Anche i piatti più semplici possono diventare capolavori se lavorati con criterio.
Il tortino di patate e porcini con fonduta leggera di taleggio, ad esempio, unisce la morbidezza del tubero al carattere del formaggio, creando un secondo equilibrato e profondo.
Oppure un hummus espresso con crudités, perfetto come finger food vegano: sapore netto, colore brillante, pulizia visiva.
Nel mio ricettario non mancano i piatti di comfort vegetale: vellutate, creme, ortaggi al forno e legumi in purea.
Sono le ricette che scaldano, senza appesantire, e che raccontano il gusto sincero della terra.
I secondi vegetali sono anche una festa per gli occhi.
Nel piatto dominano toni verdi, arancio e dorati, legati da salse chiare e croccanti naturali.
Ogni piatto deve “respirare”: spazi puliti, porzioni equilibrate, geometrie semplici.
Gli abbinamenti migliori?
Oli extravergini fruttati medi, vini bianchi secchi o rossi giovani, che non coprano la delicatezza del vegetale ma ne accompagnino il profumo.
Scopri tutti i secondi piatti vegani e vegetariani di Ricette Gourmet: dalle ricette della tradizione alle interpretazioni creative e molecolari, per portare in tavola equilibrio, tecnica e colore.