I baci di dama non sono semplicemente biscotti: sono un piccolo gioiello della pasticceria piemontese e un simbolo di eleganza dolciaria italiana. Nati a Tortona, in provincia di Alessandria, rappresentano una delle espressioni più raffinate della tradizione dolce del Piemonte. Oggi come un tempo, continuano a conquistare per la loro friabilità, il profumo di nocciole e l’irresistibile crema di cioccolato che unisce i due gusci, proprio come un bacio.
Inseriti tra i Prodotti Agroalimentari Tradizionali (PAT) italiani, i baci di dama sono un esempio perfetto di come la cucina piemontese sappia valorizzare le materie prime locali, come la nocciola tonda gentile delle Langhe e il cioccolato fondente, trasformandole in un dolce tanto semplice quanto raffinato.
Origini e storia dei baci di dama
Le origini dei baci di dama risalgono alla seconda metà dell’Ottocento. La leggenda narra che nacquero nelle pasticcerie di Tortona grazie all’abbondanza di nocciole piemontesi, ingrediente d’eccellenza coltivato nelle Langhe e nel Monferrato. L’idea geniale fu quella di impiegarle al posto delle più costose mandorle per realizzare un impasto burroso, profumato e friabile.
Il nome, romantico e intuitivo, deriva dalla forma: due semisfere che si uniscono con una goccia di cioccolato fuso, proprio come due labbra che si sfiorano in un bacio. Da allora i baci di dama sono diventati un’icona nazionale e internazionale, simbolo della pasticceria piemontese insieme ai gianduiotti e ai krumiri di Casale Monferrato.
Oggi se ne trovano versioni anche con mandorle o cacao, ma la ricetta tradizionale resta quella con nocciole tostate, burro e zucchero, con farcitura di cioccolato fondente.
Ingredienti per 30 biscotti circa
- 300 g di farina 00 per dolci
- 250 g di nocciole tostate pelate (possibilmente tonda gentile del Piemonte IGP)
- 250 g di burro freddo a cubetti
- 250 g di zucchero a velo
- 1 uovo intero
- 2 g di sale fino
- 150 g di cioccolato fondente per la farcitura
Preparazione passo passo
- Prepara la farina di nocciole. Raffredda le nocciole in freezer per 10–15 minuti, poi frullale nel mixer con metà dello zucchero fino a ottenere una farina sottile.
- Impasta. In una ciotola unisci la farina di nocciole, la farina 00, lo zucchero a velo rimanente, l’uovo, il burro e il sale. Lavora velocemente fino a ottenere un impasto compatto e omogeneo. Forma un panetto, avvolgilo nella pellicola e lascialo riposare in frigorifero per almeno 4 ore.
- Forma i biscotti. Stendi il panetto a circa 1 cm di spessore, ricava piccoli dischetti (3–3,5 cm di diametro) e arrotolali tra le mani formando palline regolari. Disponile su una teglia foderata con carta da forno e raffreddale in frigo per 30 minuti.
- Cottura. Cuoci in forno statico a 155 °C per circa 15 minuti, finché risultano dorati ma non scuri. Lasciali raffreddare completamente.
- Farcitura. Sciogli il cioccolato fondente a bagnomaria o nel microonde, spalma una piccola quantità sulla base di un biscotto e unisci l’altro a mo’ di “bacio”. Lascia solidificare su una griglia o vassoio.

Consigli dello chef
- Per un sapore più intenso, tosta le nocciole per 5 minuti a 180 °C prima di frullarle.
- Il riposo in frigo è fondamentale per mantenere la forma perfetta in cottura.
- Puoi conservare i baci di dama in un barattolo ermetico fino a 10 giorni o surgelarli non farciti.
- Provali anche con farina di mandorle o con un velo di crema gianduia al posto del cioccolato fondente.
Altri dolci tipici piemontesi da provare
I baci di dama rappresentano solo una delle tante delizie nate dalla tradizione dolciaria piemontese. Tra le specialità da non perdere spiccano i krumiri di Casale Monferrato, friabili e dorati, veri protagonisti della colazione all’italiana; le paste di meliga, biscotti di mais dal profumo burroso e inconfondibile; e l’intramontabile panna cotta, dolce al cucchiaio elegante nella sua semplicità, simbolo di equilibrio e morbidezza. Tre ricette che, insieme ai baci di dama, raccontano l’anima più dolce della gastronomia piemontese.