Brodo di gallina: la base autentica della cucina italiana

C’è un profumo che più di ogni altro sa di casa, di domeniche lente e pentole che sobbollono piano sul fuoco: è quello del brodo di gallina.
Piatto umile solo all’apparenza, il brodo è la spina dorsale della cucina tradizionale italiana, la base su cui si costruiscono minestre, risotti, zuppe e salse che hanno fatto la storia gastronomica di intere regioni.

Prepararlo richiede pochi ingredienti, ma tanta attenzione.
Una gallina non troppo giovane, qualche verdura dell’orto e una cottura lenta, quasi meditativa. Il segreto è nel rispetto dei tempi e nella capacità di estrarre sapore senza forzarlo.


Gli ingredienti della tradizione

Per un brodo di gallina autentico e saporito servono pochi ingredienti, ma di qualità:

  • 1 gallina (non troppo giovane, preferibilmente ruspante)
  • 2 carote
  • 2 coste di sedano
  • 1 cipolla dorata
  • 1 pomodoro maturo
  • 1 patata
  • 1 piccolo pezzo di zucca
  • 1 zucchina
  • 1 foglia d’alloro
  • 1 scorza di formaggio Grana Padano o Parmigiano Reggiano (ben raschiata)
  • Sale grosso q.b.
  • Acqua fredda (circa 3 litri per ogni kg di ingredienti)

Quella scorza di parmigiano, aggiunta a inizio cottura, è il tocco dello chef: regala un profumo intenso e una nota di umami che rende il brodo più corposo e avvolgente.


Come preparare un brodo di gallina perfetto

Fare un buon brodo non è difficile, ma richiede pazienza e tecnica.
Ecco i consigli fondamentali per ottenere un risultato limpido, profumato e ricco di gusto:

Immergere la carne in acqua fredda

È la regola d’oro.
Se la gallina venisse immersa in acqua calda, le fibre si chiuderebbero subito, trattenendo i succhi all’interno.
Per il brodo, invece, serve l’effetto opposto: il sapore deve uscire lentamente e profumare il liquido.

Non esagerare con l’acqua

Meglio partire con una quantità controllata.
La proporzione ideale è 3 a 1: per ogni chilo di carne e verdure, circa tre litri d’acqua.
Troppa acqua diluisce gli aromi, poca li concentra eccessivamente.

Cottura dolce e costante

l brodo non deve mai bollire violentemente.
Una fiamma bassa e regolare aiuta a mantenere limpidezza e fragranza, evitando la formazione di impurità in superficie.
Lascia sobbollire per almeno due ore e mezza.

Schiumare con cura

Durante la cottura affiorano schiume e residui proteici.
Eliminali con una schiumarola: serve a rendere il brodo chiaro, pulito e profumato.

Sale solo alla fine

Il brodo va salato a fine cottura, quando i liquidi si sono ridotti e i sapori si sono concentrati.
In questo modo eviti di ritrovarti con un brodo troppo sapido o sbilanciato.


Brodo di gallina: consigli dello chef

  • Limpidezza perfetta: se il brodo dovesse risultare torbido, puoi “chiarificarlo” aggiungendo a freddo un albume montato a neve. Portalo a ebollizione e filtralo: otterrai un brodo cristallino come quello dei ristoranti d’hotel.
  • Profumo intenso: aggiungi una scorza di limone (solo la parte gialla) o un chiodo di garofano infilato nella cipolla.
    Piccoli gesti che trasformano un brodo buono in un brodo “memorabile”.
  • Recupero della carne: la gallina lessata può diventare protagonista di un bollito misto, oppure essere sfilacciata e servita con maionese, senape o in insalata tiepida con verdure e patate.

Gli usi del brodo di gallina in cucina

Il brodo di gallina è la base di moltissime preparazioni della cucina italiana.
Si usa per:

  • minestrine e pastine in brodo, perfette per le stagioni fredde;
  • risotti classici, come quello alla milanese o ai funghi porcini;
  • zuppe rustiche e vellutate di verdure;
  • cotture delicate di carni bianche o pesci;
  • salse e fondi, come la demi-glace o la besciamella da cucina professionale.

Ogni regione italiana ha la sua versione del brodo: in Emilia-Romagna lo si serve con i tortellini o i passatelli, in Piemonte con gli agnolotti, in Veneto con il riso.
Ma ovunque, il suo profumo resta lo stesso: caldo, familiare e confortante.


Una tradizione che non passa mai di moda

Nella cucina moderna, dove spesso regnano fretta e minimalismo, il brodo di gallina rappresenta un ritorno alle origini.
È la ricetta del tempo lento, della cura e della pazienza.
Prepararlo è un atto d’amore verso chi siede a tavola e verso la tradizione stessa.

Come diceva Pellegrino Artusi:

“Non c’è cucina senza brodo, né famiglia che non si riscaldi con un buon piatto fumante.”

E aveva ragione: in fondo, il brodo è l’abbraccio liquido che unisce generazioni.

Post rivisto il 26 ottobre 2025: contenuti ampliati e aggiornati.

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Info autore
Ciro Cristian Panzella
Sono Ciro Cristian Panzella, chef e autore di Ricette Gourmet. Da oltre trent’anni lavoro nella ristorazione tra cucine e progetti nati da zero. Su RicetteGourmet racconto l’Italia attraverso prodotti tipici, tradizione e creatività.