Origini e storia della frittata di spaghetti
La frittata di spaghetti alla napoletana, conosciuta anche come pizza di maccheroni, è una delle creazioni più geniali della cucina povera campana.
Nata nei vicoli di Napoli, quando il cibo non si sprecava mai, rappresenta l’essenza dell’arte del recupero: prendere la pasta avanzata del giorno prima e trasformarla in un piatto nuovo, goloso e sostanzioso.
A Napoli non è solo una ricetta: è un simbolo.
La trovi ovunque — nei bar, nei vicoli, nelle friggitorie e perfino nei pranzi della domenica — servita calda o fredda, a spicchi o a cubetti, come street food o come piatto principale.
È l’esempio perfetto di come la semplicità possa diventare identità: uova, pasta, formaggio e fantasia, uniti in un morso che sa di casa, di mare e di allegria partenopea.
Frittata di spaghetti: la ricetta tradizionale napoletana
Ingredienti per 4 persone
- 350 g di spaghetti (già cotti o avanzati dal giorno prima)
- 4 uova intere
- 50 g di formaggio grattugiato (pecorino o parmigiano)
- Pepe nero macinato
- Olio extravergine d’oliva
- Ingredienti a piacere: salsa di pomodoro, provola, pancetta, piselli o salame
Procedimento
- Prepara la base. In una ciotola capiente sbatti le uova con un pizzico di sale e pepe, poi aggiungi il formaggio grattugiato.
- Unisci la pasta. Versa gli spaghetti (già conditi o semplicemente lessati) nel composto e mescola con cura finché non saranno completamente avvolti dalle uova.
- Aggiungi gli extra. Se vuoi arricchire la ricetta, unisci cubetti di provola, pancetta rosolata o un mestolo di sugo al pomodoro.
- Cottura in padella. Scalda un filo d’olio in una padella antiaderente, versa il composto e livellalo con un cucchiaio. Copri con un coperchio e cuoci a fuoco dolce per circa 5 minuti.
- Gira e completa. Aiutandoti con un piatto piano o il coperchio, gira la frittata e prosegui la cottura per altri 3–4 minuti finché sarà dorata e croccante.
- Alternativa al forno. Versa la pasta in una teglia foderata con carta forno e cuoci a 180°C per 20–25 minuti, fino a ottenere una crosticina irresistibile.
Street food e convivialità: la frittata di spaghetti come simbolo napoletano

A Napoli la frittata di spaghetti è ovunque: al bar come colazione salata, alle feste di quartiere, nei picnic sul lungomare o nei panini da portare a scuola.
È un piatto democratico, che mette d’accordo tutti — dal nonno al bambino — e che incarna alla perfezione lo spirito conviviale della cucina napoletana.
C’è chi la preferisce bianca e chi al sugo, chi ci mette provola affumicata e chi un po’ di salame: ogni famiglia ha la sua versione, tramandata e difesa come un segreto di casa.
Una sola regola è certa: la frittata deve essere spessa, compatta e dorata, da tagliare a spicchi come una pizza.
Consiglio dello chef
Servila tiepida, tagliata a quadrotti, con un bicchiere di birra artigianale napoletana o un calice di Falanghina fredda: un equilibrio perfetto tra mare, sole e convivialità.
La frittata di spaghetti tra tradizione e identità
Questo piatto racconta Napoli meglio di mille parole: è gusto, creatività e ironia.
È quella stessa ironia che ritrovi nei vicoli, nelle chiacchiere tra amici, nei sapori autentici della cucina campana.
Ed è anche un simbolo della cucina di recupero italiana, un’idea che oggi torna di moda proprio perché sostenibile e geniale nella sua semplicità.
Se vuoi scoprire dove gustarla nella sua versione più autentica, dai un’occhiata ai locali consigliati nella mia guida su dove mangiare a Napoli: lì la frittata è un rito quotidiano, spesso servita accanto a pizze fritte, crocché e arancini.
E se ami la tradizione, esplora le mie ricette napoletane e gli altri piatti tipici campani: troverai un mondo di sapori poveri, antichi e straordinariamente moderni.
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