Ciceri e tria: pasta e ceci alla salentina

C’è un profumo che in Salento si riconosce a occhi chiusi: quello delle ciceri e tria, la pasta e ceci alla salentina. Un piatto umile, nato dal bisogno e dalla sapienza delle donne di campagna, che con tre ingredienti — farina, ceci e olio — hanno creato uno dei piatti tipici pugliesi più amati, simbolo assoluto della cucina povera di una volta.

Il nome viene dal dialetto: “ciceri” significa ceci, “tria” la pasta fatta in casa. Una parte della tria si lessa, l’altra si frigge fino a diventare dorata e croccante, poi si uniscono con i ceci cremosi e profumati d’aglio e prezzemolo. Un contrasto perfetto tra morbido e croccante, tra il mare e la terra, tra passato e presente.

Origini e significato di un piatto contadino

“Ciceri e tria” affonda le sue radici nella tradizione salentina più autentica. Nelle masserie si cucinava con ciò che c’era: ceci secchi ammollati, pasta impastata a mano e olio extravergine prodotto in casa.
Era la minestra della festa di San Giuseppe, ma anche un piatto quotidiano per i contadini e le famiglie povere del Tavoliere.

Ricetta originale dei ciceri e tria

Una ricetta leggera e completamente vegetale, senza carne né formaggi, ma ricca di sapore e tradizione.

Ingredienti (per 4 persone)

Per i ceci:

  • 250 g di ceci secchi
  • 1 costa di sedano
  • 1 cipolla media
  • 1 spicchio d’aglio
  • 1 mazzetto di prezzemolo
  • Olio extravergine d’oliva pugliese
  • Sale e pepe q.b.

Per la pasta “tria”:

  • 250 g di farina di grano tenero
  • 130 ml di acqua tiepida
  • 5 g di sale fino

Preparazione

  1. Prepara la tria.
    Lavora farina, acqua e sale fino a ottenere un impasto liscio e omogeneo. Copri con un panno e lascia riposare 1 ora.
    Stendi la sfoglia sottile e taglia delle listarelle larghe mezzo centimetro.
  2. Cuoci i ceci.
    Mettili in ammollo la sera prima.
    Il giorno dopo trasferiscili in una pignata di terracotta (o pentola tradizionale) con sedano, cipolla, aglio e prezzemolo.
    Copri d’acqua e lascia cuocere lentamente per 2 ore circa, aggiungendo acqua calda solo se serve.
  3. Lessa la pasta.
    Cuoci due terzi della tria in acqua appena salata fino a consistenza al dente.
  4. Friggi la parte restante.
    Scalda abbondante olio d’oliva e friggi il terzo di pasta messo da parte, fino a doratura.
    Scolala e tienila su carta assorbente: sarà la parte croccante del piatto.
  5. Unisci e completa.
    Versa i ceci cotti in padella, aggiungi la pasta lessata e mescola.
    Infine, unisci la tria fritta, una spolverata di pepe o peperoncino e un filo d’olio extravergine a crudo.

La magia del contrasto

I l segreto dei ciceri e tria è tutto lì: nella doppia consistenza della pasta.La parte fritta che crocca sotto i denti e quella bollita che accarezza il palato. Un piatto povero solo nel nome, ricco come la terra che lo ha visto nascere.

Provalo con un bicchiere di Negroamaro del Salento o un Primitivo di Manduria, vini che ne esaltano la dolcezza dei ceci e la rotondità dell’olio pugliese.

Il sapore del Salento in un piatto

I ciceri e tria sono il manifesto della cucina salentina: pochi ingredienti, sapori pieni, tempi lenti.
Un piatto che racconta il mare, la terra e il vento del Sud, con la semplicità di chi sa trasformare ogni cosa in poesia.

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Info autore
Ciro Cristian Panzella
Sono Ciro Cristian Panzella, chef e autore di Ricette Gourmet. Da oltre trent’anni lavoro nella ristorazione tra cucine e progetti nati da zero. Su RicetteGourmet racconto l’Italia attraverso prodotti tipici, tradizione e creatività.