I passatelli in brodo sono uno dei piatti simbolo della cucina romagnola, una minestra sostanziosa e rassicurante che profuma di casa, di feste e di tradizione.
Piatto povero ma nobile, nasce dall’unione di pochi ingredienti umili — pane raffermo, formaggio grattugiato e uova — che insieme diventano una pasta morbida e saporita, cotta direttamente nel brodo bollente.
In Romagna si aggiunge anche un tocco agrumato: una grattata di scorza di limone, che dona freschezza e armonia al piatto.
Con la loro consistenza corposa e il profumo di noce moscata, i passatelli in brodo sono il piatto perfetto per i mesi freddi, per le domeniche in famiglia o per celebrare una ricorrenza speciale.
Un grande classico dei piatti tipici emiliano-romagnoli, da conoscere e tramandare come si fa con le migliori ricette di una volta.
Origini e storia dei passatelli in brodo
I passatelli vengono citati anche da Pellegrino Artusi, il padre della cucina italiana moderna, nel suo celebre “La scienza in cucina e l’arte di mangiar bene”.
Come molte ricette della cucina romagnola di una volta, nascono dall’esigenza di recuperare il pane avanzato, trasformandolo in un piatto ricco di gusto e sostanza.
Si pensa che siano un’evoluzione della tardura, antica minestra di uova, formaggio e pangrattato servita nelle grandi occasioni pasquali o per festeggiare una nascita.
Tradizionalmente i passatelli si cuociono in brodo di gallina o di carne mista, ma oggi si trovano anche varianti più leggere con brodo vegetale.
E proprio la versatilità di questa ricetta ha dato origine a numerose interpretazioni moderne: ad esempio, i passatelli asciutti con vongole e cime di rapa, dove la tradizione incontra la cucina creativa.
Ricetta passatelli in brodo
Ingredienti
- 100 gr di parmigiano grattugiato
- 175 gr di mollica (senza crosta) di pane raffermo sbriciolata
- 3 uova intere
- un cucchiaio di farina
- Generosa grattata di noce moscata
- 4 cucchiai di acqua
- Un pizzico di sale
- buccia di mezzo limone grattugiata
- 2 litri di brodo di gallina o vegetale
Preparazione passo passo
Filtra il brodo vegetale, di carne o di gallina.
Prepara l’impasto dei passatelli
In una ciotola unisci la mollica di pane sbriciolata, il Parmigiano, la farina e la noce moscata.
Aggiungi le uova e mescola con una forchetta fino a ottenere un composto omogeneo.
Se l’impasto risulta troppo asciutto, incorpora qualche cucchiaio d’acqua fredda: deve restare compatto ma elastico.
Forma i passatelli
Dividi l’impasto in porzioni e pressalo con l’apposito ferro per passatelli o, in alternativa, con uno schiacciapatate a fori larghi.
Lunghezza ideale: 5–6 cm, giusto il tempo di “cadere” nel brodo senza rompersi.
Cuoci nel brodo
Porta a ebollizione il brodo e lasciavi cadere i passatelli direttamente dentro.
Cuoci per circa 4–5 minuti, finché non vengono a galla.
Spegni la fiamma, copri con un coperchio e lasciali riposare un paio di minuti, così assorbiranno tutto il sapore del brodo.
Servi la minestra
Versa i passatelli in brodo nei piatti fondi, spolvera con Parmigiano Reggiano e un filo di brodo caldo.
Servili subito, ben fumanti, come da vera tradizione romagnola.
Varianti e abbinamenti
Oggi come ieri, i passatelli in brodo sono uno dei capisaldi della cucina romagnola: una ricetta che profuma di casa, ma che non ha paura di reinventarsi. Durante le festività invernali si preparano nel brodo di cappone, mentre nella stagione estiva si gustano anche in versione “asciutta”, conditi ad esempio con vongole veraci, o con formaggio di fossa. La loro versatilità li rende perfetti tanto in un pranzo familiare quanto in un menu gourmet.
In tavola, i passatelli in brodo trovano la loro anima nel calice di un Sangiovese di Romagna DOC, che ne accompagna la struttura con equilibrio e calore, o in una Rebola Rimini IGT, ideale per esaltare la fragranza della scorza di limone e la sapidità del brodo.
Altri piatti tipici romagnoli da provare
Accanto ai passatelli, la cucina romagnola offre un mondo di sapori genuini da scoprire. I cappelletti in brodo, simbolo delle feste natalizie, raccontano la stessa tradizione di famiglia e di convivialità. La piadina romagnola, morbida e fragrante, è invece la compagna perfetta per salumi e formaggi del territorio.
Sul mare, la protagonista è la rustida, la classica grigliata di pesce servita nei chioschi e nei ristoranti del porto di Rimini, mentre per chiudere in dolcezza non possono mancare le cantarelle, frittelle rustiche di farina, olio di oliva e zucchero che profumano di casa. Un menu completo, autentico e irresistibile, per vivere la Romagna con gusto.
Chi desidera assaporarli nella loro versione più autentica può farlo nelle osterie storiche di Rimini e dell’entroterra, luoghi dove la tradizione emiliano-romagnola si tramanda di generazione in generazione, raccontando un’enogastronomia di territorio sincera, accogliente e inimitabile. Per scoprire gli indirizzi migliori, leggi anche il mio approfondimento dedicato a dove mangiare a Rimini, una guida ai sapori e alle tavole più autentiche della Riviera.
Post rivisto il 26 ottobre 2025: contenuti ampliati e aggiornati.
Altre ricette romagnole suggerite
Se questa ricetta ti è piaciuta, scopri altre specialità della cucinalocale:
- Strozzapreti con le canocchie alla romagnola
- Pomodori gratinati alla romagnola: il profumo dell’estate in tavola
- Grigliata di pesce alla romagnola: la rustida tipica della Riviera






