La trippa alla milanese, o come la chiamano in dialetto busecca, è uno di quei piatti che raccontano una città meglio di mille parole.
A Milano la trippa non è solo una ricetta: è una dichiarazione d’identità, un simbolo di appartenenza. Non a caso, i milanesi sono chiamati affettuosamente busecconi, “mangiatori di trippa”, a conferma di un legame gastronomico e culturale che resiste nei secoli.
Piatto povero, nato dall’ingegno contadino, la busecca trasforma con semplicità una frattaglia umile — lo stomaco del bovino — in un capolavoro di gusto e comfort. Oggi, come allora, la trippa alla milanese rappresenta l’anima autentica della cucina lombarda, quella che scalda le case nelle fredde giornate d’inverno e accompagna le feste popolari di paese con profumi di sugo e pancetta.
Le origini della trippa alla milanese
Nelle corti rurali della vecchia Lombardia nulla andava sprecato. Dalla carne al brodo, dal midollo alle frattaglie, tutto trovava nuova vita grazie all’ingegno delle massaie.
Così nacque la trippa alla milanese: una ricetta di recupero che univa i ritagli dello stomaco di vitello a un soffritto profumato di burro, verdure e spezie, arricchita con fagioli e pomodoro, due ingredienti che ne hanno definito per sempre il carattere rustico e saporito.
Nel tempo la trippa alla milanese divenne un piatto celebrativo, protagonista del cenone di Natale e delle fiere di paese, dove veniva servita calda nelle grandi pentole di rame.
Ancora oggi, nei ristoranti e nelle trattorie della cucina milanese tradizionale, è una presenza immancabile, segno di un legame indissolubile tra passato e gusto.
L’arte della “busecca”: il segreto è nel tempo
Come per ogni piatto popolare, anche nella busecca milanese la pazienza è tutto.
La trippa, pre-lessata e tagliata a listarelle, cuoce lentamente in un sugo di pomodoro, pancetta e verdure, fino a diventare tenera e saporita.
Ogni ingrediente aggiunge una sfumatura: il burro regala rotondità, la salvia profuma, i chiodi di garofano donano un tocco aromatico unico.
I fagioli bianchi, un tempo aggiunti per “allungare” la pietanza e sfamare le famiglie numerose, completano il piatto trasformandolo in un vero e proprio comfort food lombardo.
Ricetta originale della trippa alla milanese
Ingredienti per 6 persone
- 1 kg di trippa di vitello pre-lessata
- 150 g di pancetta di maiale
- 50 g di burro
- 1 gambo di sedano
- 1 carota
- 1 porro o una cipolla bionda
- 400 g di pomodori pelati
- 400 g di fagioli bianchi cotti al dente
- 2 chiodi di garofano
- Qualche foglia di salvia
- Prezzemolo fresco tritato
- Sale, pepe, noce moscata
- Crostini di pane casereccio tostato
- Parmigiano Reggiano grattugiato
Procedimento
- Prepara il soffritto.
Trita finemente sedano, carota e porro, poi falli appassire in un tegame capiente con il burro, la salvia e i chiodi di garofano.
- Aggiungi la pancetta.
Tagliala a listarelle e lasciala rosolare fino a farla diventare croccante e profumata.
- Unisci la trippa.
Aggiungi le listarelle di trippa, regola di sale, pepe e noce moscata, e lascia insaporire qualche minuto a fuoco vivace.
- Versa il pomodoro.
Unisci i pelati schiacciati o una passata rustica e cuoci a fuoco dolce per 10 minuti, mescolando di tanto in tanto.
- Aggiungi i fagioli.
Versa i fagioli già cotti e prosegui la cottura per circa 30–40 minuti, finché il sugo sarà denso e la trippa morbida.
- Servi e gusta.
Spolvera con parmigiano grattugiato e prezzemolo fresco. Servi caldissima con fette di pane tostato o crostini rustici.

Trippa alla milanese: un piatto povero dal cuore ricco
Il bello della trippa alla milanese è che non ha bisogno di orpelli. È un piatto che parla da solo, con la sua cremosità vellutata, il profumo del sugo e la consistenza morbida della trippa che si scioglie in bocca.
Un tempo era “il piatto dei poveri”, ma oggi è considerato una specialità da trattoria d’autore, capace di evocare emozioni e ricordi.
Non c’è cuoco milanese che non abbia una sua versione segreta: chi aggiunge più fagioli, chi arricchisce con vino bianco o brodo di carne, chi usa solo burro e chi osa un filo d’olio.
Abbinamenti e consigli dello chef
La trippa alla milanese si accompagna perfettamente a un pane casereccio o alla micca lombarda, croccante fuori e soffice dentro.
Da bere, un calice di Bonarda dell’Oltrepò Pavese o un Valtellina Superiore DOCG, vini rossi morbidi e profumati che reggono bene la sapidità del piatto.
Per un menù completo di cucina milanese, puoi affiancare:
- il risotto alla milanese come primo,
- la cotoletta alla milanese o l’ossobuco come secondo,
- e chiudere con un dolce simbolo del territorio, come il panettone artigianale.
La trippa oggi: memoria e identità lombarda
A Milano e in molte città lombarde, la trippa alla milanese è tutt’altro che dimenticata.
Molti ristoranti e osterie continuano a proporla nei loro menù, specie nei mesi invernali, per ricordare la cucina povera che ha costruito l’identità del Nord Italia.
È un piatto che unisce generazioni e che, proprio come il riso giallo allo zafferano, fa parte della memoria collettiva della città.
Oggi la busecca è anche protagonista di eventi e sagre locali, dove si celebra il valore della tradizione gastronomica lombarda.
Articolo aggiornato con nuovi contenuti e approfondimenti – Ottobre 2025.
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