Ricette abruzzesi

Piatti tipici Abruzzesi: Ricette tradizionali dalla montagna e dal mare

Nella regione dei grandi parchi nazionali, del maestoso Gran Sasso e dell’altopiano di Campo Imperatore, il “piccolo Tibet”, ho vissuto esperienze di gusto autentiche, assaporando tutta la forza della tradizione locale. Una cucina montanara, in primis, ma anche profondamente legata al mare, perché l’Abruzzo può contare su oltre 100 km di litorale. È proprio questo contrasto, tra entroterra e costa, a rendere i piatti tipici abruzzesi una delle espressioni più sincere della cucina italiana, capace di raccontare territori diversi senza snaturarsi. Qui il cibo parla di usanze antiche, di stagioni rispettate e di quella cucina dei nonni che non aveva bisogno di spiegazioni.

E sì, c’è anche un po’ di poesia. Me ne sono accorto mentre mettevo insieme le ricette che trovi in questa pagina: seguendole, scoprirai anche tu tutto il buono dell’Abruzzo, una gastronomia fatta di sapori riconoscibili, gesti semplici e una tradizione che si lascia ricordare senza mai alzare la voce.

Le caratteristiche della cucina abruzzese

La cucina tradizionale abruzzese è ricca di sapori, e si basa sui tanti prodotti locali artigianali di altissima qualità. Il suo primo rappresentante è la pasta fresca, soprattutto quella lavorata sulla chitarra, attrezzo che credo non manchi in nessuna casa della regione.

La carne, proveniente da allevamenti regionali, la fa da padrona, tra insaccati di suino e piatti d’agnello e di pecora. Ah, gli arrosticini abruzzesi, e le pallotte cacio e uova… non farmici pensare! Ci sono, poi, le rustiche zuppe di legumi e cereali, cotte nei tipici tegami di coccio, che servono anche per la preparazione di ragù e pesce.

Tra i piatti tipici abruzzesi di pesce più rappresentativi troviamo le cozze allo zafferano, le sagne con i pelosi e le alici sperone. In fondo a questa pagine ne troverai tante altre.. Ed infine i dolci abruzzesi, la cassata di Sulmona, le ferratelle, il parrozzo, citato perfino da Gabriele D’Annunzio! Entrano nelle cucine della regione anche due prodotti “speciali” del territorio… Sapevi che l’Abruzzo è terra di tartufi e di zafferano?

I prodotti tipici dell’Abruzzo

Cominciamo col menzionare il prodotto più particolare: lo zafferano dell’Aquila DOP, un vero e proprio tesoro di questa terra. E i formaggi? L’arte casearia abruzzese dà vita a una gran varietà di caci, caciotte, caciocavallo, ricotte, scamorze e pecorini. Uno dei più ricercati è il pecorino di Farindola, prodotto con latte ovino e l’aggiunta, pensa un po’, di caglio di suino. Un latticino fresco prelibato è la sprisciocca, una giuncata vaccina.

Anche la salumeria abruzzese è bella fiorente; tra gli insaccati tipici: la ventricina teramana, la ventricina vastese, le nnuje (salumi fatti con trippa di maiale e pancetta), l’annoia (sorta di salsiccia di stomaco e budella di maiale), la mortadella di Campotosto. Ah, cambiando totalmente settore, devi sapere che tra le specialità dell’Abruzzo ci sono anche i confetti di Sulmona.

Da provare: la micischia
Largo ai buongustai che amano provare cose sempre nuove. In questo caso, però, parliamo di qualcosa di antico… La micischia è un prodotto legato al mondo dei pastori, e ha un so che di “selvaggio”. Di cosa si tratta? Carne di pecora riccamente aromatizzata, essiccata e tagliata a striscioline. Purtroppo, però, è raro trovarla. Se vai in Abruzzo, mettiti sulle sue tracce!

Sapori e identità d’Abruzzo

Ogni piatto abruzzese nasce da un territorio che vive ancora di autenticità: montagne aspre, vallate verdi e borghi dove il tempo scorre lento.
Per capire davvero la cucina regionale bisogna partire dai prodotti tipici abruzzesi, come i formaggi d’alpeggio, lo zafferano dell’Aquila e i salumi antichi tramandati dai pastori. Sono loro a dare carattere a ogni ricetta, a rendere unici sapori come quelli della pasta alla chitarra o degli arrosticini.

Elenco piatti tipici abruzzesi

Antipasti

Gli antipasti della cucina abruzzese raccontano una tradizione fatta di gesti quotidiani, prodotti della terra e preparazioni nate nelle case contadine e nei borghi dell’entroterra. Sono piatti che aprono il pasto con sapori netti e riconoscibili, introducendo fin da subito il carattere rustico e autentico della gastronomia regionale.

  • Virtù salate (versione primaverile) – Preparazione antica a base di legumi, verdure e avanzi dell’inverno, spesso servita in piccole porzioni come antipasto rituale.
  • Pizzonte – Disco di pasta lievitata fritta, servito semplice o con salumi e formaggi locali.
  • Scrippelle ‘mbusse (in versione antipasto) – Crepes sottilissime servite in brodo leggero, spesso in piccole porzioni prima del pasto.
  • Frittata di mentuccia – Uova sbattute con mentuccia selvatica, tipica delle aree collinari e montane.
  • Pipindune arrost – Peperoni arrosto con aglio e aceto – Antipasto povero, intenso e profumato, spesso servito freddo.
  • Cascigni e fagioli – Antipasto contadino semplice, con fagioli lessati, e crespigno (erba selvatica) sbollentata e ripassata  con olio, aglio e peperone secco dolce.
  • Ciabottelli di baccalà – Bocconcini fritti di baccalà in pastella lievitata, serviti come apertura del pasto.
  • Ciammaiche al sugoLumache alla abruzzese – Lumache stufate con pomodoro, peperoncino e mentuccia, servite in piccole porzioni.
  • Mazzarelle in piccola porzione – Involtini di interiora d’agnello avvolti in foglie, tradizionalmente antipasto pasquale.
  • Crostini con fegatini di pollo – Preparazione rustica diffusa nelle case contadine.
  • Ciobotto – Stufato misto di verdure di stagione.

Questo primo assaggio della gastronomia abruzzese mostra una cucina concreta e senza fronzoli, dove ogni antipasto ha il compito di preparare il palato ai piatti successivi e di raccontare, in modo semplice, il legame profondo tra territorio, stagioni e tradizione.

Primi piatti

I primi piatti tipici della cucina abruzzese rappresentano uno dei pilastri della tradizione regionale: ricette legate alla pasta fatta in casa, ai brodi di carne e alle preparazioni delle feste, dove forma, consistenza e tecnica raccontano più del condimento.

  • Spaghetti alla chitarra – Il primo piatto simbolo dell’Abruzzo, realizzato con pasta all’uovo tagliata con la chitarra e condita tradizionalmente con sugo di carne, spesso arricchito da piccole pallottine.
  • Pasta alla pecorara – Primo tipico delle zone pastorali, con verdure di stagione, pomodoro e ricotta di pecora; piatto profondamente legato alla transumanza.
  • Scrippelle ’mbusse – Sottilissime crespelle di uova, arrotolate o piegate e servite in brodo di carne; piatto identitario del Teramano.
  • Fracchiata – Polenta di farina di cicerchie condita con soffritto di aglio, peperoni secchi dolci e talvolta filetti di acciughe.
  • Sagne e ceci – Pasta fresca rustica, spezzata a mano, preparata con una forma e una consistenza specifiche dell’entroterra abruzzese, diversa dalle versioni di altre regioni.
  • Maccheroni alla chitarra con pallottine – Versione storica e molto attestata, soprattutto tra Teramano e Pescarese, con sugo di pomodoro e minuscole polpette.
  • Timballo teramano – Preparazione monumentale delle feste, composta da scrippelle stratificate con ragù, polpettine, uova e formaggi; uno dei capisaldi della gastronomia abruzzese.
  • Virtù teramane – Zuppa rituale di primavera, complessa e codificata, a base di legumi secchi e freschi, verdure, pasta e carni; piatto unico nella storia regionale.
  • Sagne con pelosi – Sagne con sugo di granchi di scoglio locali.
  • Sagnette a pezze o tacconelle – Variante locale delle sagne, più corte e irregolari, tipica dell’Aquilano.
  • Fregnacce – Pasta fresca irregolare, diffusa nell’entroterra, spesso condita con legumi o sughi semplici; nome e forma sono specificamente abruzzesi.
  • Maccheroni alla mugnaia o molinara – Pasta fresca lunga e ruvida, condita con sughi ricchi di carne.
  • Patelette – Pasta fresca con farina di mais e di semola simile ai maltagliati serviti in brodo o con sughi tradizionali.
  • Pallotte cacio e ova in brodo (versione da primo) – Variante più antica, oggi rara, dove le pallotte vengono servite in brodo come primo sostanzioso.
  • Pastuccia – Preparazione tradizionale, simile a una polenta realizzata con farina di granoturco cotta lentamente e arricchita con salsiccia di maiale, uva sultanina e fichi secchi (“cargine”).

Questo insieme di primi piatti restituisce l’immagine di una gastronomia abruzzese concreta e identitaria, in cui ogni ricetta nasce da un contesto preciso – domestico, pastorale o rituale – e contribuisce a definire una cucina regionale riconoscibile, fatta di carattere, memoria e sostanza.

Secondi piatti

I secondi piatti della cucina abruzzese riflettono l’anima pastorale e montana della regione, con preparazioni robuste e riconoscibili, legate alla carne ovina, alle frattaglie e, lungo la costa, a ricette di mare profondamente radicate nel territorio.

  • Arrosticini – Spiedini di carne ovina cotti sulla furnacella, simbolo assoluto della cucina abruzzese.
  • Pallotte cacio e ova – Nella versione tradizionale abbondante, servite nel sugo come piatto sostanzioso.
  • Agnello cacio e ova – Preparazione tradizionale, soprattutto pasquale, con carne d’agnello legata da uova e pecorino.
  • Tacchino alla canzanese – Secondo storico e codificato di Canzano, cotto lentamente con aromi locali.
  • Pecora alla callara – Pecora cotta a lungo in grandi caldaie con erbe e aromi, piatto pastorale dell’entroterra.
  • Mazzarelle teramane – Involtini di interiora d’agnello avvolti in foglie verdi e legati con budello, tipici del Teramano.
  • Coratella d’agnello – Frattaglie cucinate in padella o in umido, diffuse nella tradizione domestica.
  • Coniglio alla chietina – Coniglio in umido con peperoni e pomodoro, tipico del Chietino.
  • Baccalà all’abruzzese – Baccalà preparato in umido con patate, cipolle e pomodoro.
  • Scapece alla vastese – Pesce fritto e marinato con aceto e zafferano, preparazione identitaria della zona di Vasto.
  • Brodetto alla vastese – Zuppa di pesce locale, più asciutta e concentrata rispetto ad altri brodetti adriatici, servita come secondo.

Questo insieme di piatti rappresenta uno dei nuclei più forti della gastronomia abruzzese, una cucina di carattere che nasce dalla transumanza, dalla vita rurale e dal rapporto diretto con l’ambiente, e che ancora oggi definisce l’identità della cucina locale.

Dolci

In Abruzzo il momento del dolce è spesso legato alle ricorrenze: a Natale compaiono i caggionetti e i celli ripieni, mentre durante l’anno non mancano ferratelle fatte in casa o bocconotti preparati per gli ospiti. È una pasticceria domestica, fatta più di abitudine che di occasioni speciali.

  • Parrozzo – Dolce simbolo di Pescara, a base di semolino, uova e mandorle, ricoperto di cioccolato fondente.
  • Bocconotti abruzzesi – Dolcetti di pasta frolla ripieni di mandorle tritate e cioccolato.
  • Ferratelle (o neole) – Cialde sottili cotte nell’apposito ferro, spesso aromatizzate all’anice o alla vaniglia; diffuse in tutta la regione.
  • Celli ripieni – Biscotti rustici ripieni di confettura d’uva, mosto cotto, frutta secca, cioccolato e spezie.
  • Mostaccioli abruzzesi – Biscotti a base di mosto cotto, farina e spezie, diversi dalle versioni di altre regioni.
  • Caggionetti – Fagottini fritti ripieni con varianti a secondo delle zone: con castagne, ceci, cioccolato o marmellata; tipici del periodo natalizio.
  • Sise delle monache – Dolce sofficissimo a base di pan di Spagna e farcito con crema, tipico di Guardiagrele.
  • Pizza dolce teramana – Torta a strati simile alla zuppa inglese, farcita con creme e bagna alchermes, preparata per feste e ricorrenze.
  • Torrone di Sulmona – Torrone tradizionale, spesso modellato in forme decorative, legato alla storica produzione dolciaria di Sulmona.
  • Confetti di Sulmona – Mandorle confettate artigianali, celebri per colori e lavorazione, simbolo dolciario della città.
  • Cassata di Sulmona – torta a strati composta da pan di Spagna bagnato al Centerba, crema al burro e torrone tritato.
  • Scrucchiata – Confettura solida di uva Montepulciano, utilizzata come ripieno per altri dolci tipici.
  • Panducale – Dolce natalizio di Teramo, a base di frutta secca, cioccolato e spezie.

Dal parrozzo pescarese alle ostie ripiene teramane, passando per i confetti di Sulmona e la pizza dolce delle feste, questi dolci chiudono il pasto con sapori riconoscibili e familiari, diversi da zona a zona ma accomunati dalla stessa idea di convivialità.

Perché l’Abruzzo ti resta nel cuore

L’Abruzzo ti resta nel cuore perché non ha bisogno di stupire: lo fa senza volerlo. Lo fa quando assaggi arrosticini cotti come si deve, quando una scrippella in brodo ti scalda più di quanto pensavi o quando un dolce fatto in casa arriva a fine pasto senza annunci. È una terra schiva, che non ama mettersi in mostra, ma che lascia il segno proprio per questo. Qui il cibo non è mai solo cucina: è memoria, quotidianità e rispetto per quello che c’è, ed è forse per questo che, una volta conosciuto davvero, l’Abruzzo non lo dimentichi più.

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