L’olio umbro è un prodotto tipico di eccezionale qualità, frutto di una terra unica e dell’antica tradizione regionale nel settore olivicolo. Nota anche come “cuore verde d’Italia”, l’Umbria è il primo caso in Italia in cui la DOP coincide con l’intero territorio regionale, ed è suddivisa in 5 sottozone:
- Colli del Trasimeno
- Colli Orvietani
- Colli Amerini-Valnerina
- Colli Assisi-Spoleto
- Colli Martani
I numeri sono impressionanti: l’Umbria conta 27 mila ettari di oliveti e 250 frantoi, producendo ogni anno oltre 90 quintali di olio. La varietà di olivo utilizzata per la lavorazione dell’olio umbro è soprattutto il moraiolo, una pianta forte e rustica che prospera nelle zone collinari ma si adatta facilmente a ogni ambiente e alle condizioni climatiche avverse, come vento e siccità. Il moraiolo assicura al comparto olivicolo umbro una buona resa e un olio pregiato, ricco di polifenoli, fruttato e piccante.
Storia dell’olio umbro
La coltivazione degli olivi prende piede in Italia grazie ai navigatori fenici, greci e cartaginesi. Gli Etruschi sono i primi a comprendere le straordinarie potenzialità della pianta e si specializzano nella produzione di olio di oliva nei territori oggi occupati dall’Umbria.La tradizione è ripresa ed estesa dai Romani, per poi subire un contraccolpo dopo la caduta dell’Impero. L’olio diventa in questo periodo un bene di lusso e prezioso, destinato solo a pochi eletti e realizzato soprattutto in conventi e monasteri. Il rilancio dell’olio umbro avviene solo intorno all’anno 1000, quando riparte la colonizzazione delle aree agricole e la coltura degli olivi torna protagonista.
Il territorio umbro aiuta le piante ad aumentare la loro capacità di adattamento, e a produrre un olio destinato a raccogliere consensi in tutto il mondo. Nel 1986 nasce il Co.Re.Ol. (Consorzio Regionale Olio extravergine di oliva tipico umbro), incaricato di promuovere e tutelare il nome e la qualità dell’olio umbro. Nel 1998, in seguito all’attribuzione della Denominazione di Origine Protetta (DOP), l’organismo si trasforma in Consorzio di Tutela. Il Consorzio, oltre a curare programmi di miglioramento, controlla la tracciabilità dell’olio umbro, valorizzando un prodotto fondamentale per l’identità e l’economia regionale.
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